Questa mattina davamo conto della novità: La battaglia finale per il futuro della piscina Sinigaglia ai privati: sfida a due (anzi a tre, tutti nomi pesanti). Inevitabili le ripercussioni politiche. La prima reazione in una nota del M5S che discute il metodo generale di gestione adottato dal sindaco Rapinese (qui il primo annuncio del sindaco):
Le politiche neoliberiste di questa giunta sono deludenti e preoccupanti. L’amministrazione parte dal presupposto che il settore pubblico non sia in grado di gestire i beni comuni in modo efficiente e proficuo. Secondo questa visione, ogni servizio deve essere esternalizzato ai privati, garantendo loro un profitto a discapito di tariffe e condizioni ottimali per la cittadinanza.
Non comprendiamo perché la gestione dei beni collettivi — a partire dagli impianti sportivi, la cui funzione è direttamente collegata alla salute e al benessere della comunità — non possa rimanere pubblica. Il disimpegno del Csu in questo e in altri casi (come a Casate) rappresenta la rinuncia stessa al ruolo centrale che un’amministrazione dovrebbe avere: garantire equità, pari opportunità sociali ed economiche, e il diritto alla salute dei propri cittadini.
Forse il vero problema è la mancanza di programmazione, di visione e di assunzione di responsabilità. Crediamo che la prossima amministrazione progressista debba invertire questa rotta.
