Come raccontavamo prima oggi si è svolta l’audizione in Regione sul progetto di impianti da sci e innevamento sul Monte San Primo, Lago di Como. Qui i dettagli con le ragioni del sì: Lago di Como, gli impianti da sci da 5 milioni: “Piste ridotte del 90%, parcheggi drenanti, tutela ambientale. Turismo per anziani e disabili”.
Ma, è noto, l’idea è contestata da più parti tanto che è nato il Coordinamento Salviamo il Monte San Primo.
Intanto arriva un nuovo intervento, è di Paola Pollini, consigliera regionale M5s. Ecco la Nota dove si esprime netta contrarietà almeno su alcuni fronti:
Oggi in Commissione congiunta Ambiente e Territorio è stato discusso il progetto di riqualificazione territoriale del monte San Primo con il Comune di Bellagio e la Comunità montana Triangolo lariano. Il progetto è contestato dal territorio per via della scarsità di innevamento, dovuta anche al cambiamento climatico, che rende poco sostenibili le stazioni sciistiche sotto i 1.500 metri (l’impianto è situato tra i 1.100 e 1.300 metri, quindi ad un’altezza insufficiente).
Paola Pollini (Consigliera regionale M5s Lombardia): «I dubbi sollevati dall’Associazione Salviamo il Monte San Primo riguardano uno degli interventi previsti. Nello specifico quello relativo a una pista da sci e a quattro tapis roulant. Questo intervento, a cui siamo contrari, si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione del territorio, che valutiamo positivamente, che comprende lo smantellamento di altri impianti di risalita per lo sci e la rinaturalizzazione del territorio, la bonifica dei siti, la messa in sicurezza di alcuni sentieri montani, la riqualificazione di alcuni boschi.
Il progetto prevede un ingente impiego di risorse pubbliche, per un ammontare superiore a 5 milioni di euro. Di questi, circa 1,6 milioni di euro sarebbero destinati all’innevamento artificiale dell’unica pista da sci rimasta, compreso oltre 1 milione di euro per la realizzazione di un bacino idrico funzionale alla produzione di neve artificiale, ma non solo. Per questa ragione, il progetto dovrebbe essere rivisto, in particolare per gli interventi per i quali manca uno studio di fattibilità tecnica ed economica, che valuti l’innalzamento delle temperature e la scarsità di neve.
Auspico sia ancora possibile trovare un punto di incontro tra le istanze avanzate dal comitato e i promotori del progetto complessivo di riqualificazione, da cui andrebbero stralciati alcuni interventi contestati.
Dal 2008 la stazione meteorologica del monte San Primo all’Alpe di Borgo, dove si intende realizzare l’innevamento artificiale, è guasta, così la serie storica di dati sulle nevicate è interrotta, con danno per la ricerca scientifica e la possibilità di avere informazioni essenziali, per validare il progetto di investimento. Come M5S continueremo a seguire la vicenda, al fine di promuovere la riqualificazione del territorio senza interventi insostenibili a livello economico e ambientale».