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Attualità

Apocalypse Nessi: “Como cannibalizzata da orde di gitanti domenicali. Niente qualità, abitanti e luoghi snaturati”

Il consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi, nel corso di un intervento in aula nato per contestare la qualità dei video promozionali fatti realizzare dalla giunta per sostenere il turismo a Como, ha lanciato un’autentica scomunica contro il turista domenicale che soprattutto nella bella stagione si reca nel capoluogo.

Contemporaneamente, Nessi ha sostanzialmente delineato un “allarme nero” sui potenziali effetti del turismo sempre più di massa in città e infine non ha lesinato un passaggio conclusivo molto severo sull’attività della Giunta Landriscina in questo ambito.

Partendo dai video promozionali appena diffusi da Palazzo Cernezzi, Nessi ha esordito dicendo che “il dichiarato proposito di rivolgersi a un pubblico giovane ci lascia perplessi per l’incapacità di indirizzare l’offerta verso schemi sostenibili e di qualità”.

Poi, l’affondo sul turismo di massa: “Il fenomeno del turismo, che pure ha giovato in maniera rilevante all’economica del territorio, se non governato rischia di far diventare Como ostaggio di un flusso incontrollato di persone che snatura lo spirito dei luoghi e finisce per sottrarre la città ai suoi stessi abitanti”.

Poi l’attacco ai gitanti dei giorni festivi: “Rischiamo che Como diventi una piccola Venezia cannibalizzata da un’orda di gitanti domenciali che consumano le risorse comuni senza un ritorno di immagine e di qualità, sottraendo la città ai comaschi e alle loro occupazioni tradizionali sempre più incalzati da un massa difficilmente controllabile di persone interessate a passaggi mordi e fuggi”.

“Insomma – ha proseguito Nessi con toni apocalittici – un non luogo fatto di piazze alcoliche, bed and breakfast, e di cosumi rapidi e privi di stabili ritorni dove i cittadini vengono esclusi lasciando il posto a caotici ingressi”.

A chiudere il cerchio, l’affondo politico rivolto alla giunta: “Non c’era bisogno di rivolgere video turistici a categorie già abituali frequentatrici della città con modalità voraci e consumistiche. E’ l’ennesima carenza di visione da parte di questa amministrazione, incapace in 4 anni di proporre un progetto complessivo di valorizzazione e indirizzo, limitandosi ad attendere proposte e subendo passivamente le dinamiche del mercato”.

Per interventi, repliche, segnalazioni audio-video: redazionecomozero@gmail.com o la nostra pagina Facebook

 

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15 Commenti

  1. Il saggio indica la Luna, lo stolto guarda il dito.
    Mi domando sulla base di quale teorema la città di Como debba applicare un filtro al proprio turismo, categorizzandolo e sminuendone una parte.

    Piuttosto, il consigliere dovrebbe domandarsi cosa non ha funzionato negli anni e che puntualmente non funziona ogni volta che la città raggiunge una soglia critica di turisti, peraltro soglia molto bassa. Il fatto è evidente, se si considera:
    – la chilometrica coda alla funicolare di Brunate
    – la chilometrica coda alle biglietterie della navigazione
    – la chilometrica coda in viale innocenzo per accedere alla città, aggravata dalla chiusura degli spazi della Ticosa e dall’irragionevole presenza di uno stadio di calcio (peraltro fatiscente) sul lungolago, cosa mai vista in città altrettanto blasonate come Ginevra, Zurigo, Costanza, Lucerna e molte altre

    Solo chiacchiere e propaganda

  2. Senza memoria non c’è bellezza una città non può snaturarsi al punto di perdere le proprie radici e non può vivere solo di apparenza di effimero dalla periferia al centro dal centro alla periferia..
    Questo è quello che può ridare a Como una propria bellezza ed armonia

    Il racconto di Nessi ha radici profonde i frutti Poi arriveranno

  3. Fa piacere leggere un commento di un certo livello, non succede spesso, purtroppo, concordo pienamente tranne che per la traduzione dove non ho le competenze necessarie.
    In quanto alle attivita’ tutti sanno perche’ i vari negozi di estetica e parrucchieri che aprono a decine senza preoccuparsi che a pochi metri ci siano gia’ simili attivita’ da tempo, chiudano a fine anno pe riaprire pochi giorni dopo, ma nessuno fa niente, non parliamo poi dei vari pizza kepab ad ogni angolo……………..mi auguro una svolta decisiva, contro un simile degrado.

  4. La scoperta dell’acqua calda anzi caldissima. Per mia fortuna mi sono fotografato i miei interventi che da anni avvertivano che Como sarebbe diventata come Venezia o peggio. Ma è chiarissimo che ormai c’è a chi fa comodissimo questa situazione.
    Situazione IRREVERSIBILE.
    Sarà sempre peggio perché abbiamo sempre più visibilità di un luogo da mordi e fuggi.

    1. Comozero, la pubblicità che continua ad uscire (uso Smartphone), a modi pop up, rende insopportabile navigare fra i vari articoli della vostra home Page. A malincuore ci rinuncio

  5. Il consigliere Nessi ha ragione. Altro che un discorso ‘elitario e aristocratico’ il suo. Parla per gli inabitanti di Como Città, per i comaschi che vivono in una città che vede le botteghe e i vecchi negozi di una volta che rendevano unica la città spazzati via in favore di una città quasi esclusivamente a misura dei turisti mordi e fuggi e negli interessi quasi esclusivamente a favore di Confcommercio e non dei cittadini. E i turisti mordi e fuggi fanno esattamente quello – mordono (una bruschetta), bevono un aperitivo (spesso in tourist traps) e fuggono. E chi li può biasimare? Como li offre esattamente questo. Tutto questo overtourism snatura le caratteristiche che rendono unica e speciale la città e i ditorni. Il fatto che anche la natura – il lago e i monti – è offerto come un prodotto da consumare velocemente lascia leggermente perplesso anche. Se c’è qualcosa meraviglioso che l’Italia ha offerto al mondo in questi tempi frenetici, è il concetto di rallentare il tempo con i movimenti slow food e slow travel. Vedo che Como va nella direzione opposta. Poi, perdonate un commento che riflette senz’altro una deformazione occupazionale ma la traduzione e l’accento del video in inglese ‘visita Como in 24 ore’ lasciano altrettanto perplesso. Mille volte meglio sentire un bel accento italiano in inglese che sentire un accento non-inglese e non-italiano. L’intonazione, la pronuncia di certi suoni e certe parole rendono difficile la comprensione per uno che guarda e ascolta in inglese. Sentire ‘Milan’ pronunciato come la protagonista di una leggenda cinese – Mulan – is just plain weird. In più, duole dover notare che la traduzione è stata fatta male e questo è un peccato per un video molto bello e professionale. Qualche esempi di mistranslations:
    ‘il mitico Alessandro Volta’. In inglese ‘mitico’ significa ‘fittizio / immaginario’.
    ‘paintings exposed in the Pinacoteca’. In inglese, i dipinti sono ‘on display’ non ‘exposed’. Un uomo ‘exposes’ himself quando fa vedere il suo pene in pubblico. Brutto imagine, I’m sure you’ll agree.
    ‘Time runs’. Il tempo non corre in inglese. Il tempo vola (flies) in inglese. Tutti questi esempi portano alla conclusione che la traduzione non sia stata fatta da una persona con un livello di proficiency e competenza n inglese che un campagna pubblicitaria di questa portata necessita. Ed è un grand peccato. Non quanto il fatto che Como stia diventando una versione Disney di se stesso ma un peccato lo stesso.

  6. Ebbravo il radical-chic Nessi, l’élite al potere.
    Vogliamo cacciare i turisti “mordi-e-fuggi”? Aumentiamo ancora i prezzi e scapperanno come mosche, così il buon Nessi potrà sedersi al tavolino del bar fighetto… da solo.

    1. Il significato di élite è “la parte eccellente, più autorevole e raffinata di un gruppo o di una collettività”. L’espressione è usata negativamente da chi evidentemente non ritiene farne parte. Mi spiace, bisogna impegnarsi molto nella vita se si vuole elevarsi ma se si vuole rimanere come si è, bisogna accettarsi per quello che si è senza troppo scomporsi. In altri termini, se non si fa parte dell’élite evitiamolo di farlo notare troppo. ?

  7. É semplicemente la realtà, in nome del denaro (in verità a benefici di pochi) é stato enfatizzato il turismo, facendo però un minestrone tra turismo vero e lunapark pieno di orde di persone che poco o nulla lasciano al territorio (normalissimo vedere persone accampate in prati o panchine che consumano quanto portato da casa).
    Tutto questo comporta un enorme e assurdo afflusso di auto in convalle, con conseguenze nefaste per tutti noi cittadini
    Nulla c’entra destra o sinistra più o meno tafazziana, qui c’è solo profonda inadeguatezza di chi ci amministra

  8. Como era una città di un certo tono e livello. Grazie al turismo di massa è precipitata a livelli discutibili.

  9. Una visione elitaria e aristocratica proposta da un esponente dell’opposizione di sinistra, al solito molto “tafazziana”

    1. C’è chi preferisce le “orde” dei fine settimana mordi e fuggi , evidentemente questo porta più guadagno ai soliti noti.

  10. Il consigliere Nessi ha descritto la realtà della “città dei tavolini” tanto amata dai gestori delle piazze alcooliche. Altro che “toni apocalittici” !
    Anche io non voglio vedere Como trasformata in una piccola Venezia.

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