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Attualità, Cronaca

Stavano per versare migliaia trote iridee nel Breggia, volontari Fipsas fermati dalla Polizia provinciale. Testa: “L’associazione è la prima a dover rispettare le regole”

Li hanno fermati martedì, 28 novembre, a Maslianico un attimo prima che versassero un “quantitativo importante” di trote iridee (migliaia di esemplari) nel torrente Breggia, e quindi con arrivo quasi immediato nel lago. Se la Polizia provinciale si sia solo trovata a passare per caso o se abbia avuto una soffiata non siamo in grado di dirlo. Fatto sta che ha stoppato appena in tempo alcuni volontari dell’Aps Como Fipsas, l’Associazione Dilettantistica Provinciale Pescatori Sportivi e Subacquei.

Qui è necessario precisare, non parliamo di un semplice club dove si riuniscono quattro amici pescatori per divertirsi, la Fipsas è una realtà associativa con scopi ben precisi, su tutti: “Recuperare la secolare storia della pesca nelle acque lariane”. Ne consegue un’altissima responsabilità ambientale. Riversare nelle acque la trota iridea, che è alloctona, viceversa, rappresenta un pericolo molto serio per il lago e la sua fauna: per esempio per la trota lacustre che in questo periodo risale per la frega (riproduzione con la posa delle uova). Bisogna considerare inoltre che, da statuto, la Fipsas provvede alla “formazione tecnica di guardie giurate volontarie ed altri soggetti […] per la gestione di impianti, la tutela del patrimonio ittico, la salvaguardia e il recupero ecologico-ambientale del territorio di competenza”. Addestra i controllori, non poca cosa insomma.

Così gli agenti sono intervenuti trovando alcuni volontari armati di secchi, un pick-up e un camion di un’azienda di acquacoltura carico di pesce e pronto per essere seminato. L’operazione è stata fermata in tempo come detto e per i volontari, che agivano in buona fede e su indicazione altrui, è scattato solo un ammonimento. “Confermo l’episodio – ci dice il comandante della Polizia Provinciale, Marco Testa – li abbiamo trovati pronti a rilasciare un quantitativo importante di trote iridee nel Breggia in violazione delle norme, parliamo di divieti importanti che discendono da indicazioni precise dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)”.

Sono regole relativamente recenti, risalgono a tre anni fa “quando – spiega Testa – il dibattito, anche sulla stampa specializzata, fu animato rispetto alle novità contenute nelle norme. Ma di fatto la trota iridea non è autoctona e quindi la sua immissione è estremamente limitata e concessa per esempio in caso di manifestazioni in alcuni tratti specifici di torrenti”. E nel Breggia non era certamente prevista alcuna gara tre giorni fa. “Le regole sono essenziali per i pescatori dilettanti e professionisti ma sono ancora più importanti per soggetti pubblici come la Fipsas che per prima è tenuta a rispettarle, le leggi non possono avere deroghe”, sottolinea il comandante.

Peraltro ci risulta un precedente recente e identico, lo scorso 7 aprile sempre la Fipsas fu trovata immettere trote iridee nel fiume Adda a Pian di Spagna vicino alla foce, all’epoca la sanzione scattò: “Le confermo anche questo episodio. La multa fu elevata non per l’azione in sé, che anche allora fermammo prima che si compisse ma perché gli agenti rilevarono precedenti immissioni. Quindi non parliamo di due soli episodi”. Per essere precisi in quel caso i pesci in pericolo durante la frega erano i temoli.

Nel caso di martedì invece solo un ammonimento, una tirata d’orecchi: “I volontari ci hanno detto di essere stati incaricati dalla Fipsas e quindi probabilmente non sapevano nemmeno di essere in violazione, inoltre nessun pesce è stato scaricato. Io capisco che queste nuove norme vadano contro decenni di abitudini sedimentate, molti pensano di non commettere un reato e per questo capiamo di non essere ancora entrati a regime nell’applicazione. Ma la Fipsas non gestisce solo l’attività di pesca, ha delle responsabilità. Il rispetto delle norme è la base, senza se e senza ma”.

 

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