Un vigile su 7, a Como, non può operare in strada per invalidità o problemi medici certificati. Questo è soltanto uno dei numerosi dati contenuti nel report sul Corpo della polizia locale redatto dal comandante, Donatello Ghezzo, e destinato alla scrivania del sindaco Mario Landrisicina.
Complessivamente, il totale del personale del settore ammonta a 94 figure, nell’ambito di un’organizzazione generale che il comandante definisce “buona, per quanto sempre perfettibile”.
Nel dettaglio, vi sono due funzionari, 6 ufficiali, 4 amministrativi e un usciere, mentre il personale strettamente operativo su strada ammonta a 52 unità. “Di queste – spiega Ghezzo – 36 fanno parte dell’unità operativa sul territorio, ossia il pronto intervento; 4 si occupano della tutela dell’ambiente, 7 svolgono un servizio quasi esclusivamente in borghese e nell’ambito della polizia giudiziaria, 3 sono impegnati sul settore del commercio; e infine abbiamo un operatore addetto a tutto ciò che riguarda la segnaletica stradale e un altro per gli accertamenti anagrafici”.
Per quanto riguarda tutti gli altri, 4 agenti sono distaccati in Procura (dipendono funzionalmente del procuratore generale e il loro costo è rimborsato da Ministero Giustizia), un altro è distaccato in Prefettura, uno è in aspettativa sindacale (“Il che significa, come prevede la legge”, che è come se non ci fosse”).
Molto personale assorbe la centrale operativa, funzionante 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. “Gli operatori sono 6 ma si tratta del servizio di supporto fondamentale anche per chi è in strada”.
Negli uffici, sono 4 gli addetti che gestiscono le pratiche relative agli incidenti e quelle per le ordinanze; mentre all’ufficio verbali sono in 6. Infine, ci sono un operatore (ufficiale) che coordina il gruppo di protezione civile, due amministrative, altre due figure addette agli acquisti e alla logistica, 3 all’ufficio permessi (suolo pubblico e Ztl, in via Odescalchi) e altre 3 unità a supporto.
“Il punto è che il Corpo della polizia locale è piuttosto anziano – dice Ghezzo – L’età media è attorno ai 50 anni e questo invecchiamento è stato causato anche dal blocco del turnover per 10 anni: l’organico si è ridotto e ovviamente è invecchiato. La produttività inevitabilmente ne risente, così come aumentano i tempi per introduzione e apprendimento sull’impiego degli strumenti più tecnologici. Non dimentichiamo mai che stare 7 ore in auto, inoltre, è certamente stressante”.
Dato oggettivo, quest’ultimo, che si unisce anche un altro tema: quello degli agenti che per invalidità certificate di vario tipo, in realtà non possono operare in strada. “Ne contiamo 6 con inabilità totali al lavoro in strada, 8 con inabilità parziali ma che comunque non possono essere impiegati. Si va da chi deve riposare 10 minuti ogni ora, a chi invece non può stare in strada d’inverno. Ovvio che diventa impossibile l’impiego”.
Uno dei “detti da bar” è sempre quello: “Chiami i vigili e non ci sono mai”. Il comandante contesta. “Ripeto, si potrà sempre fare meglio – dice Ghezzo – ma un Corpo che rileva 600 incidenti all’anno, è un Corpo che non c’è mai? Posso garantire che qui non ci sono persone che si girano i pollici, poi è chiaro che non si può essere sempre ovunque ma si agisce per priorità”.
“Poi è chiaro – aggiunge il comandante – se potessimo sgravare gli operatori da molti lavori d’ufficio, assegnandoli all’esterno o ad altri settori, oppure ancora se avessi 10, 20 agenti in più, si potrebbero garantire molti servizi aggiuntivi, dalle pattuglia tutte le notti ai vigili di quartiere. Ma il rapporto agenti-popolazione del nostro Corpo è comunque paragonabile a realtà vicine come Varese o Monza. A breve inoltre entreranno in servizio 5 giovani nuovi (ne avevamo dato conto qui, ndr)”.
In ultimo, un sogno: “Credo siano maturi i tempi per valutare collaborazioni e sinergie sovracomunali su scala ampia, per esempio con Comuni come Cantù ed Erba. Basta immagina quanto potenziale si libererebbe ad avere una centrale operativa unica, oppure un ufficio verbali centrale: tutto costerebbe meno e si libererebbe personale per l’operatività in strada. Ma io credo che ci arriveremo”.