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Progetto rivoluzione: giù la ex Banca d’Italia (arriva un nuovo edificio) e in piazza Perretta via i parcheggi, diventa davvero pedonale

Non è affatto fuoriluogo, una volta tanto, parlare di rivoluzione. E’ quella che potrebbe avvenire in piazza Perretta a Como, contestualmente al progetto che vuole dare un nuovo volto alla fu sede della Banca d’Italia.

E’ in arrivo infatti, dopo la bocciatura della prima ipotesi di restyling da parte della Commissione Paesaggio di Palazzo Cernezzi, un secondo disegno per edificio e piazza.
Lo studio di professionisti incaricato dalla Morgran Como Srl, proprietaria dell’immobile, consegnerà i documenti all’amministrazione (dopo un confronto continuo, viene evidenziato) entro la fine di settembre.

La prima notizia è che lo stabile sarà abbattuto completamente e poi ricostruito. L’idea progettuale è chiara: mantenere i caratteri dell’attuale edificio, per esempio la corte interna, la sagoma e gli stessi ingombri ma realizzando una struttura che, secondo le intenzioni, dialoghi maggiormente con gli altri edifici affacciati sulla piazza. C’è da sottolineare come, peraltro, l’immobile non sia mai stato ritenuto di interesse o vincolato dalla Sovrintendenza. Sul fronte interno è previsto un piano terra commerciale, un secondo sempre commerciale e aperto al terziario. Gli altri piani saranno dedicati a residenze di lusso mentre i due livelli sotterranei, come già è, ospiteranno box e posti auto, circa un centinaio. Tutto realizzato secondo gli ultimi standard green.

Altra rivoluzione, la piazza. L’azienda, sempre d’intesa con il Comune, si farà carico di un completo ridisegno che, apprendiamo, ha come primo obiettivo l’estensione della pedonalizzazione e la cancellazione dei posti auto gialli (l’ingresso delle auto nei box sotterranei sarà laterale, altezza via Juvara). Se oggi piazza Perretta non è percepita effettivamente come piazza – colpevoli il dislivello coi portici, gli stalli per residenti e il marciapiede isola al centro – domani potrebbe diventare un unico spazio senza interruzioni, armonizzando tutta la superficie tra area centrale e porticati. Come avvenuto in passato, per capirci, in corso Vittorio Emanuele a Milano.

Infine, il progetto prevede un confronto preventivo con la Sovrintendenza in vista (se arriverà l’ok amministrativo) dei futuri scavi: i professionisti incaricati infatti non escludono, e a Como non è affatto raro, che possano essere trovati reperti e manufatti di interesse archeologico per i quali bisognerà definire l’eventuale destino.

L’ARTICOLO CHE HAI APPENA LETTO E’ USCITO SU COMOZERO SETTIMANALE: ECCO DOVE PUOI TROVARLO

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