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“Io e mia figlia sovversive: giochi e pizza nei prati proibiti di Villa Olmo”. La lotta gentile di una mamma

Come noto, l’amministrazione Rapinese ha deciso di vietare l’uso dei prati nel parco di Villa Olmo. Per il sindaco il parco “non è un bosco alpino dove prendere il sole” e ha invocato un “ritorno al decoro” (qui i dettagli). Una decisone che ha fatto e fa molto discutere, anche trasversalmente. E così in queste ore arriva la provocazione gentile, ma fermissima, di una mamma che si autodenuncia per aver violato il dispositivo rapinesiano. Ecco quanto abbiamo ricevuto:

Ciao Comozero,

martedì le scuole erano chiuse,  il parco di Villa Olmo era perfetto e tiepido, la mia bimba di 4 anni scrutava il lago con l’aria di chi si è accorta di tanta bellezza. Noi due al parco abbiamo fatto un atto sovversivo, illegale, sanzionabile nella nostra piccola città: abbiamo giocato sul prato. Pranzato sul prato. Guardato gli idrovolanti sdraiate sull’erba.

Lei correva  ridendo forte intorno al grande ceppo e io ero in un di quei momenti della vita che ti tengono l’anima alta, sperando che non passassero i vigili, perché a Como da quest’anno l’accesso ai prati fronte lago è vietato per decisione del Sindaco e del suo team. Ovunque, in Italia e nel mondo, i parchi sono completamente  accessibili con progetti di fruizione del verde urbano; stendere un telo e mangiare sul prato ( nel rispetto del decoro e del luogo) è normale. L’accesso al bello ed alla natura dovrebbe essere da parte dell’amministrazione comunale un tributo alla dignità dell’uomo e del cittadino. Nella nostra piccola Como, incuneata tra regole e divieti scomposti, hanno deciso di tenere i prati vuoti.

Ho spiegato alla mia bimba che noi non stavamo rispettando una regola, ma  le ho detto anche che nella vita se le regole e leggi  sono sbagliate, bisogna parlarne per cercare di  cambiarle.

[Per contributi, reazioni e opinioni: redazionecomozero@gmail.com, il numero Whatsapp 348.6707422 o la pagina dei contatti].

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