“Devo davvero convivere con questo mostro a quattro teste davanti alla mia porta?”
Così Celeste Costanza, residente in via Isonzo a Cernobbio, denuncia il disagio creato dall’installazione di un’antenna telefonica alta una decina di metri a pochi passi dall’ingresso della sua casa.
“L’antenna non è nuova, esisteva già anche se più piccola e per un solo gestore era stata messa da qualche anno – spiega Celeste – All’epoca ci eravamo rivolti al sindaco, Simona Saladini, creato un comitato anti-antenna e fatto manifestazioni e petizioni per chiedere che non venisse messa vicino alle case a Cernobbio. Prima c’erano un paio di parabole di un solo operatore di telefonia, ora invece ci sono almeno 4 gestori e quindi è stata quadruplicata in senso di capienza e raddoppiata in altezza”.

Un’antenna che, quindi, incide pesantemente sul paesaggio celando alla vista le bellezze naturali dell’area.
“Anziché vedere il faro di Brunate, ora vedo l’antenna – continua la residente – È a forse 3 metri dalla siepe di confine, poi c’è un vialetto e i 2 metri del mio giardinetto: non so se arriviamo a 10 metri di distanza dalla mia casa”.
Nonostante l’insistenza dei residenti per far rimuovere l’antenna, un paio di settimane fa Celeste si è ritrovata gli operai tornare al lavoro di fronte al suo giardino.
“All’epoca della prima antenna avevamo cercato di segnalare il problema e proporre un’altra sistemazione al gestore, ovvero di spostare l’antenna in modo tale che non fosse così vicina alle case – così Celeste – Nessuno ha fatto più nulla per anni, poi 15 giorni fa sono ripartiti i lavori. Ho parlato con gli operai per capire se stessero smantellando la struttura, come speravo, invece mi hanno confermato che la stanno ingrandendo perché deve sostenere un’antenna molto più robusta”.
La residente, inoltre, esprime qualche preoccupazione per la propria salute. “Mi viene da piangere a vedere questo davanti alla mia casa, anche a livello paesaggistico – conclude – Ho chiesto anche un riscontro al sindaco, ma lui stesso mi ha risposto che il Comune non può fare nulla”.
Contattato anche da noi, lo stesso Matteo Monti ha chiarito la situazione: “Purtroppo noi non possiamo intervenire perché ci sono le autorizzazioni Arpa, dal punto di vista ambientale. Ad ogni modo, posso rendermi disponibile a incontrare i cittadini per ascoltare le loro perplessità sulla questione”.