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Ristoranti, hotel, prezzi, centri storici: la sfida tra Como e Lugano lanciata dalla tv svizzera ha un vincitore

Maxi sfida tra Como e Lugano sul turismo, organizzata dalla Rsi svizzera nella tramissione Patti Chiari andata in onda venerdì sera 20 settembre con la presenza anche dei rispettivi sindaci (qui la puntata integrale). Ma come è finita? Ricorrendo a un parallelo calcistico, si può dire che Como ha vinto di misura con un 5-4 decisamente combattuto.

A condurre l’indagine sul campo, con tanto di servizi filmati, sono stati la giornalista Eleonora Terzi con due esperti del settore ovvero Swayum Somrah, esperto TÜV Rheinland Group e Antonella Grange, capa revisora esperta settore turistica. Il confronto ha interessato praticamente tutto ciò che compone una classica esperienza turistica: dai ristoranti all’hotel fino ai rispettivi parchi e lungolago, passando anche per le stazioni ferroviarie e le funicolari. Vediamo dunque nel dettaglio come è andata (tenendo conto che nelle tante interviste fatte tra Roma, Singapore e  Berlino, il mondo ha emesso un verdetto: praticamente ovunque – anche grazie a George Clooney – si conosce e spesso si è anche già visitata Como, mentre decisamente più raro è imbattersi in chi conosce Lugano).

Stazioni ferroviarie
Telecamere puntate in avvio di puntata sulle principali stazioni ferroviarie di Como e di Lugano, con la città ticinese che ha vinto piuttosto facilmente. Mentre lo scalo svizzero è stato giudicato più efficiente, con più servizi e meglio curato, San Giovanni a Como ha pagato i difetti e le lacune storiche tra aspetto trasandato, lavori non finiti e così via. Dunque, primo punto andato oltreconfine.

Centro storico
Qui Como ha vinto, sebbene sia stata mossa qualche critica alla presenza a volte veramente eccessiva di turisti tra vie e piazze e a qualche stradina secondaria un po’ più sporca del dovuto. Ma nel complesso la varietà e la vivacità di negozi e locali, oltre alla magnificenza del Duomo di Como, hanno premiato la città italiana. Dunque, 1-1.

Giardini e lungolago
Sul ‘fronte verde’ la partita è andata a Lugano, ma va sottolineato che a Como sia i giardini a lago, sia ancora una bella fetta di passeggiata erano cantieri a cielo aperto durante la realizzazione dei servizi (nel giugno scorso), dunque il risultato va considerato oggettivamente un po’ inficiato dalle situazioni specifiche. Va però detto che il Parco Ciani è stato grandemente elogiato a prescindere per la sua bellezza, per gli scorci sul Ceresio e per la notevole cura generale. Quindi punto svizzero.

Diverso, invece, è stato il giudizio sul rumorosissimo lungolago luganese che gode certamente di un panorama molto bello ma con le macchine che passano incessantemente piuttosto vicino alla zona pedonale, disturbando non poco. Sul Lario, almeno, è stato elogiato il notevole allargamento del nuovo camminamento che riduce un pochino l’impatto del frastuono prodotto da auto, moto e pullman. Nonostante i lavori ancora in corso, quindi, premiato il capoluogo lariano per l’aspetto che sta assumendo la nuova passeggiata ampia e con panchine in abbondanza.

Ristoranti
Tre le prove. La prima ha visto contrapposti il ristorante Lanchetta con vista sul Lago di Lugano e, a Como, il Giulietta al lago. Sul fronte del cibo, una sostanziale parità tra pregi e difetti dei piatti e dei servizi, mentre sul prezzo ha vinto (com’era ovvio, vista la strutturale differenza anche dei costi per le attività sui due lati della frontiera) il locale affacciato sul Lario: 43 franchi a testa spesi a Lugano, 31 al Giulietta.

Poi altro test, questa volta per cena, con le scelte cadute sul Crotto del Sergente nel quartiere di Lora a Como e sulla Locanda dal Bigatt appena fuori il centro di Lugano. Portate simili, prezzo anche qui inevitabilmente diverso (61 franchi a testa a Lugano, 45 al Sergente) ma con il ristorante italiano che alla fine incassa una promozione netta. Piccola nota aggiuntiva: a fine cena, testata anche l’attesa per un taxi fuori dal ristorante. A Como si doveva aspettare un’ora circa, a Lugano mezz’ora.

Infine, a chiudere il match sulla ristorazione, ancora un pranzo: questa volta nei rispettivi centri storici, ovvero piazza della Riforma a Lugano, all’Olimpia, e piazza Duomo a Como, Da Pietro (entrambi 38 franchi a persona, con portate simili per tipo e numero). L’attenzione, però, in questo caso era soprattutto sulla qualità del servizio al tavolo. Per flessibilità, reattività del personale e piatti serviti, molti elogi per il locale comasco. Che dunque ha anche fatto pendere definitivamente la bilancia complessiva per Como sul fronte ristorazione, con la città lariana che si è aggiudicata il punto generale della sfida.

Hotel
Sono state provate due camere singole a uso doppio con colazione inclusa. A confronto, il Walter au Lac di Lugano affacciato sul lago (229 franchi a notte) e il Marco’s all’inizio di viale Geno a Como (209 franchi a notte). Per pulizia (dei letti in particolare), dimensione della camera, colazione a buffet e aspetto generale di stanza e bagno, il match è stato vinto nettamente l’albergo ticinese.

Funicolari in vetta
Confronto anche fra la Funicolare ticinese che conduce al Monte Brè (18.20 franchi andata e ritorno) e quella comasca che porta a Brunate (6.30 franchi andata e ritorno). Tra pregi in maggioranza per entrambe le esperienze e qualche inevitabile piccolo difetto, sfida finita in parità secondo i giudici.

Chi ha vinto alla fine
Nel complesso, per 5 voti a 4, Como è stata dichiarata vincitrice del confronto grazie ai successi colti alle voci: centro storico, lungolago, vetta, ristorazione e prezzi (la due giorni a Lugano è costata in tutto 390 franchi, quella a Como 327). Fuori competizione, è stato comunque proposto anche un confronto sui battelli: stigmatizzata la lunghissima coda a Como, con la beffa della corsa in aliscafo poi dichiarata “full” dopo 45 minuti di attesa per fare il biglietto. A Lugano, invece, imbarco pressoché immediato senza problemi (confronto sempre nello stesso periodo di giugno). Preferita anche la tappa intermedia a Morcote, rispetto alla pur incantevole Bellagio che però era affollatissima. In ultimo, costo di due coni gelato a confronto: 5 franchi e 70 nella Perla del Lario e 9 a Morcote.

 

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