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Rivolta contro i fuochi d’artificio, Monti: “Dalla tassa sullo sparo i soldi per uno studio. Ma gli show restano”

I problemi legati agli spettacoli pirotecnici che hanno illuminato le acque del lago in estate, suscitando però un proteste per i danni causati agli animali e all’ambiente, per l’impatto acustico sui residenti e finiti al centro di una raccolta firme, sono ben noti al sindaco di Cernobbio, Matteo Monti. La petizione che in queste ore sta raccogliendo numerosi consensi (tutti i dettagli) indicava infatti proprio nel comune rivierasco uno dei luoghi, sebbenenon il solo, in cui, nei mesi passati, si è assistito al maggior numero di spettacoli pirotecnici, con tutte le conseguenze negative del caso.

Ma il sindaco di Cernobbio – comune che ha in programma spettacoli pirotecnici dalle 22.30 alle 23.30 davanti a Villa Erba fino a lunedì – interviene e spiega la situazione. “Dal 2022 il Comune di Cernobbio ha messo una tassa sullo sparo dei fuochi e tale fatto ha portato ingenti risorse nelle casse comunali – esordisce il sindaco – Soldi che investiremo a breve, entro l’anno, proprio per dare mandato a un professionista incaricato di valutare l’impatto acustico degli spettacoli in questione”. Un lavoro dunque sul campo per cercare di capire con esattezza “la portata di questi spettacoli e i possibil e reali danni. L’obiettivo è però comunque sempre quello di mantenere in essere gli spettacoli pirotecnici garantendo un impatto acustico il più limitato possibile. Cercando di tenere in equilibrio le richieste di tutti, comprese quelle dei turisti ai quali piacciono”.

E a breve intanto l’impegno sarà anche quello “di incontrare le ditte specializzate incaricate degli eventi e le strutture ricettive che qui da noi maggiormente li utilizzano per affrontare il tema. Ricordo come in pochi mesi il Comune abbia guadagnato 30mila euro dalla tassa sui fuochi”, conclude Monti

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