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Attualità, Sanità

Sant’Anna, accusa Cisl: “Al Pronto Soccorso personale insufficiente, molte dimissioni, i medici non vogliono lavorarci e non è colpa del covid”

“Ennesimo ordine di servizio all’ospedale S. Anna di San Fermo della Battaglia sulla gestione delle attività aziendali di pronto soccorso attribuito all’attuale situazione di crisi dovuta alla pandemia. Eppure le difficoltà che da tempo emergono nella gestione del pronto soccorso non possono certo essere imputate all’emergenza Covid”, dito puntato della Cisl di Como contro l’ospedale lariano.

Per chi non lo sapesse, in ambito lavorativo l’ordine di servizio è una disposizione impartita da un’azienda nei confronti dei lavoratori quando si presentano criticità lavorative, la situazione in cui più comunemente viene utilizzato lo strumento è quando si presenta una carenza di organico che porta all’imposizione di presentarsi al lavoro.

“Da tempo la Cisl Medici – spiegano Daniele Magon, segretario generale Cisl del Laghi e Paolo Iaria, segretario generale Cisl Medici dei Laghi – attende di essere convocata ad un tavolo tecnico e specifico in cui discutere con la direzione di Asst Lariana un progetto ed una gestione che vadano a ricercare soluzioni definitive e costruttive relative a problematiche che da tempo affliggono la gestione organizzativa del pronto soccorso:

  • organico insufficiente
  • elevato numero di dimissioni verso altri ospedali
  • basso interesse da parte dei medici verso l’ospedale S.Anna, con la conseguenza che molti bandi di assunzione che non vedono candidati
  • ordini di servizio non concordati con i medici, che obbligano medici senza una formazione specifica ad operare in pronto soccorso”.

 

Aggiungono: “Considerata l’importanza delle problematiche poste, che da tempo affliggono l’ospedale, riteniamo ingiustificabile la continua ricerca di soluzioni tampone, e non più accettabile la giustificazione che tutto ciò sia dovuto all’emergenza Covid. In considerazione dell’importanza che ha il pronto soccorso per la cittadinanza, come tutti gli ambiti ospedalieri, riteniamo serva un confronto vero e strutturale al fine di garantire un servizio sanitario adeguato, puntuale e organizzato con medici di alta professionalità, in ogni ambito ospedaliero. I medici, che sono un elemento essenziale del sistema ospedaliero, vanno convolti nella gestione organizzativa del sistema in quanto operatori estremamente specializzati e capaci di ricercare le soluzioni adeguate a garantire sia le specificità tecniche che organizzative (qualità degli interventi – attese) per un servizio adeguato alla cittadinanza, nel rispetto delle specificità e della formazione dei medici coinvolti. Un confronto puntuale continuo e costruttivo con i medici e i loro rappresentanti sindacali deve e può essere utile a ricercare soluzioni utili al futuro dell’ospedale S. Anna, che deve tornare ad essere un luogo dove i medici migliori aspirino ad andare a lavorare”.

3 Commenti

  1. Infatti non si lamentano, semplicemente se ne vanno appena trovano di meglio (e non è difficile)… Certo, chiunque ha la laurea in medicina può lavorare in pronto soccorso, ma far gestire uno scompenso cardiaco ad un ortopedico o un oculista, con tutto il rispetto, non è che sia il massimo, suvvia.

  2. La colpa è solo della Cisl o forse che in questi anni tutti i sindacati e la politica sanitaria regionale a sbagliato tutto.

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