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Attualità

Addio storica edicola di Porta Torre. Nel 2021 la proprietaria ci disse: “Vorrei cambiare ma il Comune non risponde”

Smontata e portata via. Anche la storica edicola di Porta Torre chiusa già da tempo è stata smantellate. La crisi dell’editoria cartacea da anni colpisce quelli che per oltre un secolo sono stati i templi laici dell’informazione e del giornalismo.

Lo scorso dicembre intervistammo la proprietaria che sperava nell’ascolto del Comune: “Vorremmo cambiare, il Comune non aiuta” il sindaco era ancora Mario Landriscina. Poi, evidentemente, nulla di fatto. Come detto la struttura non operava più ma si sperava in un diverso utilizzo. Ecco l’articolo completo:

Raffica di edicole chiuse, una proprietaria: “Vorremmo cambiare, il Comune non aiuta”. Butti: “Da febbraio novità”

di Fabrizio Barabesi

Sempre più spesso camminando per Como, e purtroppo non solo in città, ci si imbatte in edicole chiuse: dall’inizio del 2022, la prossima sarà quella di via Dante. Sul fenomeno influisce l’inevitabile crisi dell’editoria ma non solo. In alcuni casi anche il fatto che alcune di queste rivendite non siano riuscite a trasformarsi in qualcos’altro. Purtroppo a Como negli ultimi anni alcune edicole hanno dovuto abbassare la serranda. Ma ciò che colpisce è che in alcuni casi, due per la precisione, queste attività hanno provato a resistere. Per farlo hanno domandato al Comune di poter ottenere un cambio di destinazione d’uso così da poter ampliare l’offerta anche di altri beni o per riciclarsi  in rivendite di altro genere. Ma così non è stato.

E l’ultimo di questi casi riguarda un’edicola del centro, proprio superata Porta Torre. Qui, e quanti ci passano sanno bene di quale si tratta, sorge appunto una rivendita di giornali ormai chiusa da diversi anni. Per la precisione dal gennaio del 2018. Una storia particolare che viene raccontata dalla proprietaria.

“La situazione per il settore è critica. Le chiusure sono sempre di più. So che nel 2022 altre due dovranno chiudere – spiega la proprietaria – Nel mio caso dal 2018 cerco di trovare qualcuno che la gestisca, per me infatti non è l’attività principale ma un’eredità di famiglia. Ma nessuno se la sente di farlo perché si tratta sicuramente di un lavoro duro ma non solo. Dopo aver provato a lungo ho deciso di chiedere più volte al Comune di poter ottenere un cambio di destinazione d’uso così da poter trasformare questo spazio anche in altro, in un bar, in un piccolo chiosco o in un negozietto”.

“Ho anche avuto delle offerte per trasformarlo in una vetrina per un negozio più ampio di abiti da sposa che si trova in un altro punto della città – prosegue – Ma tutte le mie domande in Comune non hanno avuto seguito. O meglio mi è stato risposto dall’assessore al Commercio Marco Butti che si sarebbe interessato del problema, ma poi non ho più saputo nulla”. Anche perché nel frattempo “io pago sempre al tassa di occupazione di suolo pubblico. Insomma andare avanti così non ha più senso. A gennaio avvierò la procedura per smantellare l’edicola visto che non ho alcuna notizia e così il Comune perderà gli introiti derivanti da questa tassa”.

Ben informato del problema è l’assessore Marco Butti. “La situazione è sotto monitoraggio. Due sono le edicole che hanno chiesto il cambio di destinazione d’uso – dice l’assessore – Abbiamo già avuto con i sindacati di categoria degli incontri e a febbraio andremo a proporre alla giunta un elenco di attività che le edicole potranno svolgere in più. E l’obiettivo è di rendere il tutto operativo entro fine febbraio. Così queste rivendite potranno trasformarsi anche in punti Urp dove effettuare pagamenti della pubblica amministrazione e altro. Questo un primo passaggio, poi con un piano a più ampio raggio si andrà a studiare la situazione complessiva dell’intera città e a studiare la possibilità di predisporre ulteriori servizi che potranno essere offerti. La realtà descritta dalla proprietaria dell’edicola di Porta Torre è dunque ben conosciuta e sotto controllo”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

6 Commenti

  1. X precisione: il “catorcio” di lamiera ę costato 100 milioni di lire oltre trasporto installazione e realizzazione di fogna e condotto acqua. La tassa di suolo pubblico costata circa E. 6.000 all’anno oltre al pagamento di Imu . Prima di parlare a vanvera informarsi! Il comune non incasserrà piu denaro proveniente da tasse suolo di edicole chiuse..e sono tante.

  2. Che peccato…quell edicola era da anni il mio appuntamento fisso ogni mattina con altri pensionati, 4 chiacchete e i vari commenti sulle notizie del giornale che compriamo -mica usiamo internet x leggerlo. In sostanza l assessore Butti ha fatto tante promesse…ma mai mantenute e mai risposto . Come il sindaco Landriscina e i vari dirigenti di settore…alcuni condannati x gravi reati penali. Ma che razza di politica marcia gestisce como? Tra ticosa paratie bandi falsi etc siamo allo sfascio.

  3. Cioè vorrebbero usare un catorcio di lamiera la cui concessione costa nulla perché le edicole sono considerate servizio pubblico, per venderci tutt’altro?

    E quelli che pagano affitti stellari per una vetrina cosa sono? Stupidi?

    Bene che sia stata rimossa, la città ne guadagna in estetica!

  4. Chioschi bar vuoti ce ne sono, se tutte le edicole cambiassero destinazione d’uso…ormai i giornali sono online e questa è una realtà da tempo. Il non essere al passo con i tempi non è poi colpa del comune ma di chi non ha visto lontano.

  5. Direi che è meglio adesso, senza quella bruttura in lamiera. Se poi san Rapi riuscisse a togliere le transenne…

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