Smontata e portata via. Anche la storica edicola di Porta Torre chiusa già da tempo è stata smantellate. La crisi dell’editoria cartacea da anni colpisce quelli che per oltre un secolo sono stati i templi laici dell’informazione e del giornalismo.

Lo scorso dicembre intervistammo la proprietaria che sperava nell’ascolto del Comune: “Vorremmo cambiare, il Comune non aiuta” il sindaco era ancora Mario Landriscina. Poi, evidentemente, nulla di fatto. Come detto la struttura non operava più ma si sperava in un diverso utilizzo. Ecco l’articolo completo:
Raffica di edicole chiuse, una proprietaria: “Vorremmo cambiare, il Comune non aiuta”. Butti: “Da febbraio novità”
di Fabrizio Barabesi
Sempre più spesso camminando per Como, e purtroppo non solo in città, ci si imbatte in edicole chiuse: dall’inizio del 2022, la prossima sarà quella di via Dante. Sul fenomeno influisce l’inevitabile crisi dell’editoria ma non solo. In alcuni casi anche il fatto che alcune di queste rivendite non siano riuscite a trasformarsi in qualcos’altro. Purtroppo a Como negli ultimi anni alcune edicole hanno dovuto abbassare la serranda. Ma ciò che colpisce è che in alcuni casi, due per la precisione, queste attività hanno provato a resistere. Per farlo hanno domandato al Comune di poter ottenere un cambio di destinazione d’uso così da poter ampliare l’offerta anche di altri beni o per riciclarsi in rivendite di altro genere. Ma così non è stato.

E l’ultimo di questi casi riguarda un’edicola del centro, proprio superata Porta Torre. Qui, e quanti ci passano sanno bene di quale si tratta, sorge appunto una rivendita di giornali ormai chiusa da diversi anni. Per la precisione dal gennaio del 2018. Una storia particolare che viene raccontata dalla proprietaria.
“La situazione per il settore è critica. Le chiusure sono sempre di più. So che nel 2022 altre due dovranno chiudere – spiega la proprietaria – Nel mio caso dal 2018 cerco di trovare qualcuno che la gestisca, per me infatti non è l’attività principale ma un’eredità di famiglia. Ma nessuno se la sente di farlo perché si tratta sicuramente di un lavoro duro ma non solo. Dopo aver provato a lungo ho deciso di chiedere più volte al Comune di poter ottenere un cambio di destinazione d’uso così da poter trasformare questo spazio anche in altro, in un bar, in un piccolo chiosco o in un negozietto”.
“Ho anche avuto delle offerte per trasformarlo in una vetrina per un negozio più ampio di abiti da sposa che si trova in un altro punto della città – prosegue – Ma tutte le mie domande in Comune non hanno avuto seguito. O meglio mi è stato risposto dall’assessore al Commercio Marco Butti che si sarebbe interessato del problema, ma poi non ho più saputo nulla”. Anche perché nel frattempo “io pago sempre al tassa di occupazione di suolo pubblico. Insomma andare avanti così non ha più senso. A gennaio avvierò la procedura per smantellare l’edicola visto che non ho alcuna notizia e così il Comune perderà gli introiti derivanti da questa tassa”.
Ben informato del problema è l’assessore Marco Butti. “La situazione è sotto monitoraggio. Due sono le edicole che hanno chiesto il cambio di destinazione d’uso – dice l’assessore – Abbiamo già avuto con i sindacati di categoria degli incontri e a febbraio andremo a proporre alla giunta un elenco di attività che le edicole potranno svolgere in più. E l’obiettivo è di rendere il tutto operativo entro fine febbraio. Così queste rivendite potranno trasformarsi anche in punti Urp dove effettuare pagamenti della pubblica amministrazione e altro. Questo un primo passaggio, poi con un piano a più ampio raggio si andrà a studiare la situazione complessiva dell’intera città e a studiare la possibilità di predisporre ulteriori servizi che potranno essere offerti. La realtà descritta dalla proprietaria dell’edicola di Porta Torre è dunque ben conosciuta e sotto controllo”.