Il sindaco di Bulgarograsso, Fabio Chindamo, ha fatto il punto in serata sull’allerta Ebola per un uomo di 31 anni residente nel paese in provincia di Como. Un secondo caso sotto osservazione, sempre in provincia di Como, riguarda una donna di 30 anni residente a Lurate Caccivio.
“Come sapete questa è una giornata un po’ particolare per il nostro paese – ha dichiarato in un video il primo cittadino di Bulgarograsso – siamo diventati una notizia a carattere nazionale”.
Poi un breve riepilogo dei fatti: “Questa mattina, intorno alle 11, il prefetto mi ha annunciato l’ipotesi di una persona che, rientrando dall’Africa, può avere contratto una malattia particolarmente pericolosa e contagiosa (Ebola, ndr). Subito si sono mossi tutte le attività e il coordinamento di tutte le forze di sicurezza sanitaria e anch’io ho partecipato a quelle che sono le fasi che mi competono e che posso garantire essere avvenute nella maggior tutela di tutti”.
“Siamo in attesa di conoscere l’esito delle analisi, degli accertamenti sanitari che sono in corso e quindi vorrei innanzitutto rassicurare ai cittadini e alle cittadine di Bulgarograsso che parrebbe dal riscontro di queste ore che si tratta di un caso isolato – ha aggiunto il sindaco – I familiari di questo contatto in questo momento sono in isolamento e non hanno sintomi e stanno bene. Quindi, qualora ci saranno aggiornamenti e sviluppi importanti, sarà mia premura informare tutti; diversamente, restiamo collegati agli organi di informazione ufficiale, in primis Regione Lombardia, per conoscere eventuali sviluppi e quindi azioni da dover prendere”.
Entrambi i cittadini sono recentemente rientrati dall’Africa e ora sono sotto stretta osservazione medica per il timore di aver contratto il virus Ebola. Le autorità regionali hanno immediatamente attivato i protocolli di sicurezza biologica previsti per le emergenze infettive. Entrambi hanno trascorso circa tre mesi in Uganda come cooperanti umanitari e sono rientrati in Italia nelle ultime 24 ore.
Al loro arrivo, i due pazienti hanno manifestato una sintomatologia che ha fatto scattare il protocollo d’emergenza: febbre alta, nusea e vomito, gravi disturbi intestinali. Per i sintomi e la zona di provenienza, è stato disposto il trasferimento immediato all’ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento nazionale per la gestione delle malattie infettive ad alto rischio.
Il quadro clinico attuale
Le condizioni dei due pazienti differiscono per gravità. La donna (30 anni): presenta il quadro più critico, con febbre molto alta e lievi complicanze neurologiche. Non si esclude il ricovero in terapia intensiva. L’uomo (31 anni) mostra una situazione più lieve, con febbre intorno ai 38 gradi e problemi gastrointestinali. I restanti cinque membri dei rispettivi nuclei familiari sono al momento in isolamento e sotto sorveglianza sanitaria precauzionale.
Bertolaso invita alla calma: “Ipotesi malaria molto probabile”
Sulla vicenda è intervenuto tempestivamente l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha invitato la cittadinanza e i media alla massima prudenza, sottolineando che non vi è ancora alcuna conferma ufficiale.
I pazienti provengono da un’area dell’Uganda vicina ai confini con il Congo e il Ruanda, territori monitorati per focolai epidemici. Tuttavia, l’équipe medica del Sacco ritiene che possa trattarsi, con forte probabilità, di una forma aggressiva di malaria (forse cerebrale nel caso della donna). Gli esami di laboratorio sono in corso e l’esito definitivo dei test diagnostici è atteso nelle prossime ore.