Nessun intervento in extremis da parte dell’esecutivo. Da oggi cessa ufficialmente lo sconto sulle accise che gravano sui carburanti. Di conseguenza, le tariffe alla pompa torneranno a essere piene e interamente gravate dall’imposta diretta.
Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, il costo per effettuare un pieno di carburante è destinato a subire un immediato incremento, con il prezzo del gasolio che rischia concretamente di varcare nuovamente la soglia psicologica dei due euro al litro.
Il nodo Stretto di Hormuz e la posizione del Ministero
Nonostante lo stop, dal Ministero per le Imprese e il Made in Italy non si esclude in modo categorico la possibilità di una futura introduzione di una proroga della misura. Tutto è legato all’esito dei complessi negoziati attualmente in corso a livello internazionale, finalizzati a sbloccare in modo definitivo la libera navigazione e il transito delle merci all’interno dello Stretto di Hormuz.
I dati tecnici e l’impatto reale sui prezzi alla pompa
Per comprendere la portata del provvedimento, i tecnici ricordano che l’attuale taglio delle accise applicato su benzina e gasolio – considerando anche l’incidenza dell’Iva – ha un valore esatto di 6,1 centesimi di euro per singolo litro. La misura era stata normata dal decreto governativo varato lo scorso 5 giugno, il quale stabiliva testualmente che “a decorrere dal 7 giugno 2026 e fino al 3 luglio 2026, le aliquote di accisa sono rideterminate nelle seguenti misure: benzina, 622,90 euro per mille litri; oli da gas o gasolio usato come carburante: 622,90 euro per mille litri”.
In virtù del termine di questa agevolazione e in totale assenza di un rinnovo dello sconto finale, a partire dalla giornata del 4 luglio si registrerà un automatico adeguamento dei listini:
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Gasolio: il prezzo medio salirà a 1,94 euro al litro sulla rete stradale ordinaria, mentre toccherà quota 2,02 euro al litro per i rifornimenti effettuati sulla rete autostradale.
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Benzina: la media si attesterà a 1,86 euro al litro sulle strade ordinarie, salendo fino a 1,95 euro al litro in autostrada. (ad oggi in alcune stazione ticinesi – analizzando il sito tcscarburanti – la verde si trova già a prezzi variabili da 1.86 euro al litro fino a 1.89. Il diesel rimane meno conveniente).
Il bilancio economico e la dura reazione delle associazioni
In termini pratici per i consumatori, l’esaurimento dello sconto si tradurrà in un maggior costo immediato pari a 3,05 euro per ogni singolo pieno di carburante effettuato.