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Svizzera e Italia si ‘rubano’ i residenti. Tentazione frontalieri: domicilio in Ticino per sfuggire alle tasse doppie

Il fenomeno non ha ancora risvolti molto ampi ma si sta lentamente diffondendo sulla linea di confine. Nella fascia di territorio ticinese a ridosso dell’Italia e in alcuni comuni delle province di Como e Varese, è in corso uno “scambio” di cittadini.

Iniziano infatti a essere diversi i ticinesi che, a causa del costo della vita in Svizzera, decidono di fare pochi chilometri e, superato il confine, stabilirsi in comuni a ridosso della dogana dove la vita ha un costo decisamente minore. E parimenti ci soni anche alcuni frontalieri che per evitare le estenuanti e giornaliere code in macchina, si spostano in comuni quali Chiasso, subito dopo la dogana, per essere già sulla via del lavoro.

Si tratta di un fenomeno impensabile, salvo rare eccezioni, fino a qualche anno fa ma che ora è invece un ulteriore elemento di novità nel mondo complesso del lavoro frontaliero.

Fece notizia nel 2023 la campagna di marketing avviata dal Comune di Varese “Lavoro in Svizzera ma vivo a Varese” con l’obiettivo di invogliare a trasferirsi nella Città giardino chi ogni giorno varca la frontiera, valorizzando le diverse offerte di Varese rivolte in particolare alle famiglie ma anche nel tentativo di attirare i ticinesi. “Continuiamo a raccogliere interesse e stiamo analizzando la prosecuzione della nostra campagna”, spiega il sindaco Davide Galimberti.

Intanto nel frattempo sull’altro fronte è il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni, in un’intervista al Mattino, a dire come sia in corso un aumento delle persone, frontalieri o ex, che prendono domicilio a Chiasso. “Non so se si può parlare di trend, ma quello di cui sono abbastanza convinto è che le discussioni riguardanti la doppia imposizione in Italia per i lavoratori che operano all’estero stanno avendo il loro peso, come d’altronde anche i dibattiti sull’ “imposta della salute”. E ci saranno delle persone che staranno facendo delle valutazioni”.

Un cambio dovuto anche al fatto che “dalla nostra parte abbiamo la sicurezza ed una qualità di vita che è, senza volere sembrare presuntuoso, di buon livello”. E così Chiasso diventa un punto di riferimento visto che è appena oltre la frontiera e il prezzo degli affitti, ad esempio, è minore rispetto ad altre regioni del Ticino.

E in futuro ecco allora che “si stanno studiando alcune strategie di marketing territoriale per poterci giocare le nostre carte, non solo a livello regionale, ma anche transnazionale. Si potrebbe magari pensare di andare a partecipare a qualche evento settoriale al di là della frontiera”.

Ritornando in Italia invece stesso fenomeno, però inverso, con ticinesi che decidono di fare il percorso inverso in un comune come Porlezza dove è in crescita, da tempo, il numero dei ticinesi. “Ce ne sono da tempo e infatti il comune, considerato il trend, ha già previsto servizi aggiuntivi per far fronte al numero crescente degli abitanti, a partire dai servizi scolastici”, ha detto il sindaco Sergio Erculiani.

A certificare tale tendenza l’Ufficio cantonale di statistica (Ustat) che nei flussi pluriennali analizzati (2013- 2020) ha individuato un aumento di persone con passaporto svizzero che hanno scelto di vivere oltreconfine per l’aumento del costo della vita, la crescita ormai inarrestabile dei premi di cassa malati, i prezzi delle case e delle diverse assicurazioni, i costi dell’istruzione.

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