La crisi del Gruppo NMS a Nerviano raggiunge un punto di non ritorno, minacciando la sopravvivenza stessa dello storico polo di ricerca oncologica nell’hinterland milanese. Lo scorso 25 settembre sono state ufficializzate le lettere di apertura della procedura di licenziamento collettivo che rischiano di azzerare la forza lavoro: sono coinvolti tutti i 65 dipendenti di Accelera — la divisione che fornisce servizi di laboratorio e competenze a centinaia di aziende farmaceutiche e istituti accademici internazionali — e ben 86 dei 93 lavoratori di Nerviano Medical Sciences, a cui si aggiunge la situazione critica della società di servizi Bionerviano.
La nuova ondata di tagli, che in alcuni reparti lascerà attive appena tre persone, si inserisce in un contesto di progressivo smantellamento delle attività scientifiche. Già all’interno dei laboratori sono state avviate le aste per macchinari e attrezzature, e parte della strumentazione di ricerca sarebbe stata venduta. A peggiorare le tensioni si aggiungono i ritardi amministrativi nella gestione della cassa integrazione, con comunicazioni all’INPS rallentate di almeno due mesi che rischiano di provocare pagamenti a singhiozzo e gravi perdite salariali per i dipendenti.
Il precipitare della situazione contrasta bruscamente con le prospettive delineate prima dell’estate. A maggio 2026, secondo la ricostruzione della Filctem Cgil, sembrava concreta la cessione di un ramo d’azienda.
I sindacati avevano richiesto l’attivazione di sei mesi di cassa integrazione per agevolare l’operazione e tutelare l’occupazione, ma il quadro è cambiato drasticamente il 21 agosto, quando il gruppo finanziario cinese PAG ha comunicato il ritiro del potenziale acquirente.
Secondo le organizzazioni sindacali, la rottura della trattativa sarebbe stata innescata da dinamiche interne e dalle azioni dell’amministratore delegato di NMS, aprendo la strada alle procedure di licenziamento culminate negli avvisi di fine settembre. La mobilitazione sindacale prosegue con lo stato di agitazione e l’attenzione rivolta ai tavoli istituzionali, nel tentativo estremo di salvare il patrimonio scientifico e le competenze professionali costruite in decenni di attività nel Milanese.
