Niente da fare, il fenomeno è inarrestabile. Non bastano multe, controlli e cartelli di divieto: la pratica dei bagni nell’acqua fognaria e pericolosissima davanti al Tempio Voltiano (ma anche a Villa Olmo) è ormai una costante quotidiana dell’estate comasca.
Da ricordare come oltre alle recenti e drammatiche morti di giovani turisti che dopo il tuffo in acqua non sono più riemersi, gli ultimissimi dati riportati dalla Goletta dei Laghi di Legambiente che ha classificato la foce del Cosia – ossia lo stesso punto che vedete in foto e video di questa pagina – tra quelli “fortemente inquinati” nel Lago di Como. E aggiungeva, lo studio: “L’inquinamento alla foce del Cosia a Como, ai Giardini a Lago, si rivela purtroppo una costante negli ultimi anni. Occorre una volta per tutte monitorare seriamente i vari tratti del torrente per quantificare i diversi contributi alla presenza di contaminazione microbiologica. Parallelamente, è fondamentale continuare a mantenere adeguatamente informata la cittadinanza sui possibili rischi di contatto con contaminanti di origine fognaria”. Cosa non nuova, peraltro: da sempre i comaschi sanno (o almeno dovrebbero sapere, se non altro per la reiterazione delle denunce) che le acque del Lario, alle spalle del Tempio Voltiano, sono potenzialmente dannose anche per la salute oltre che per un eventuale tuffo senza l’adeguata conoscenza dei rischi.
