Puoi prendere una multa perché ti è stato venduto un biglietto del treno non più valido? Sì.
Puoi prendere una multa, senza che nessuno ti avvisi della tua “irregolarità” mentre vieni controllata dalla persona preposta a verificare il tuo biglietto? Eh. sì.
E’ successo a Valentina, una ragazza comasca poco più che ventenne, pochi giorni fa con Trenord. E il risultato è stato una sanzione di 120 euro, diminuibile a 90 in caso di pagamento entro cinque giorni. “Mia figlia sta facendo uno stage a Milano e mensilmente acquista l’abbonamento di Trenord, cosa che però non ha fatto per agosto dovendo lavorare solo tre giorni – ci racconta la mamma, che ha contattato la redazione di ComoZero chiedendo di rimanere anonima – per questo motivo, a fine luglio ha acquistato un biglietto in una ricevitoria vicina alla stazione di Como Lago senza sapere che il ticket cartaceo che le stavano vendendo non era più valido dallo scorso maggio (data a partire dalla quale biglietti Trenord di carta sono stati progressivamente sostituiti da biglietti ricaricabili, Ndr)”.
E qui, per l’ignara Valentina salita pochi giorni dopo sul treno per Milano, iniziano i problemi: “Durante il viaggio è passato il controllore, ha verificato il biglietto e non ha detto niente ma quando mia figlia è arrivata ai tornelli d’uscita della stazione di Milano Cadorna un’addetta ha sottolineato come il tagliando non fosse valido – prosegue la mamma – a quel punto Valentina ha provato a spiegare come, di solito, acquistasse l’abbonamento e che non sapesse nulla dei nuovi biglietti. Poi ha precisato come, comunque, quel biglietto le fosse stato venduto pochi giorni prima. Ha poi evideziato come il controllore sul treno non avesse avuto nulla da eccepire. A quel punto l’addetta ha chiesto a mia figlia di mostrarle l’abbonamento, per verificare qualcosa di non meglio precisato. Quindi l’ha lasciata passare senza aggiungere altro”. Tutto è bene quel che finisce bene? Non esattamente, perché qualche giorno dopo ecco arrivare a casa, a sorpresa, una multa per aver viaggiato con un biglietto non valido.
“Ho provato a contattare il call center di Trenord per avere chiarimenti e ho anche scritto una mail contestando la multa ma nessuno mi ha risposto, così l’abbiamo pagata subito per evitare di spendere ancora di più – racconta ancora la mamma di Valentina – capiamo che la legge non ammette ignoranza e che, nonostante la chiara buona fede, e il fatto che il controllore non avesse avuto da ridire, mia figlia stesse viaggiando con un titolo non valido, quindi era sanzionabile. Trovo comunque inaccettabile che non sia stata avvisata dell’intenzione di elevarle una multa e che i suoi dati siano stati estrapolati dall’abbonamento senza dirle nulla. E trovo inaccettabile, soprattutto, che non le sia stata data la possibilità di pagarla seduta stante, in quel caso la sanzione sarebbe stata di soli 35 euro. Mi sembra un vero e proprio raggiro, oltre che un comportamento assolutamente non professionale da parte dell’addetta in questione. Noi ormai abbiamo pagato, ma mi auguro che cose di questo genere non si verifichino di nuovo ad altri viaggiatori”.