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Rapisarda dalla tv a candidato sindaco di Como? Nel centrodestra tra chat roventi e venti freddini

Un sogno di mezza estate? Difficile dirlo. Soltanto le prime brume dell’autunno – quando il gioco si farà duro davvero – potranno dire la verità. Di sicuro, però, l’indiscrezione politica dell’estate, cioè la possibile candidatura a sindaco per il centrodestra di Mario Rapisarda, amministratore delegato di Espansione Tv, è ancora molto sospesa tra l’amorazzo estivo che raramente supera il Ferragosto e la storia potenzialmente resistente anche alle foglie ingiallite. Vediamo qualche dettaglio, rigorosamente di retroscena.

L’iniziativa di uno spezzone Forza Italia

Primo fatto: la notizia, con disdoro degli scettici di professione, è assolutamente vera e certa. Almeno in questi termini: uno spezzone di Forza Italia (lo stesso, per capirci, che finora aveva sostenuto l’idea Patrizio Tambini per la fascia tricolore) ha individuato e incontrato per primo Rapisarda. E ne ha sondato e poi subito colto con favore la potenziale disponibilità a candidarsi a sindaco, naturalmente a patto di avere il supporto e il gradimento dell’intera coalizione (coalizione che, a dire il vero, almeno fino alle 20.47 di martedì 28 luglio, era in gran parte all’oscuro della manovra in corso).

Dai tessitori di questo primo ‘match’ è dunque partita una seconda serie di altri passaggi più o meno informali, più o meno espliciti, verso gli altri alleati del centrodestra (ma sempre in ambiti molto ristretti). Da queste fasi interlocutorie, però, non sarebbero emerse indicazioni particolarmente definite sull’ampiezza reale del sostegno a Rapisarda. Poi, ecco il fulmine a ciel sereno, che di botto ha rischiarato le tenebre in cui era confinata la vicenda e l’ha portata alla luce del pubblico proscenio. Lì, qualcosa è cambiato.

Le reazioni dei partiti della coalizione

Dalla selva di telefonate e chat roventi, tutte ricolme del nome del manager di Etv (che in caso di discesa in campo avrebbe da gestire anche il tema dei possibili conflitti di interesse), tre elementi sembra si possano distillare con discreta nitidezza.

Il primo: l’altra metà del cielo forzista, di fatto quella (maggioritaria) che nell’ex partito di Silvio Berlusconi è governata dal segretario provinciale Sergio Gaddi e che non ha partecipato ai sondaggi iniziali su Rapisarda, ha accolto il nome dell’ad di Espansione Tv senza alcuna ostilità preconcetta ma anche con discreta freddezza. “Tra Rapisarda ed Enrico Gelpi, meglio il presidente dell’Aci”, la sintesi che ci sentiamo di raggrumare con un pizzico di brutalità. La partita in casa Forza Italia, insomma, non si gioca tra muri invalicabili ma non permette alcuna previsione sul verdetto finale.

Passando a Fratelli d’Italia, il quadro per come lo possiamo indirettamente ricostruire non è molto diverso: nulla contro Rapisarda, conosciuto e personalmente stimato da molta parte della dirigenza meloniana; però – ci è parso di cogliere – forti e non rari sono i dubbi sulla notorietà effettiva del profilo tra i possibili elettori. Tema tutt’altro che secondario, questo, alle prossime comunali, poiché dell’uscente Alessandro Rapinese si potrà dire di tutto, ma non certo negare che sia conosciuto persino dai sassi (e il precedente di Giordano Molteni, nel 2022 gettato da Lipomo nella fornace elettorale comasca soltanto poche settimane prima del voto, pesa ancora). E poi un nome in pole position, in casa Fratelli d’Italia, se si volesse una figura politica tout court, c’è già: è quello del presidente provinciale (nonché ex consigliere e assessore a Palazzo Cernezzi), Stefano Molinari.

Infine, pochi sussulti dal pianeta Lega, peraltro reduce dalle primarie cittadine che hanno messo sul tavolo dei possibili candidati Elena Negretti, Alessandro Fermi e Alessandra Locatelli. Su Rapisarda, nel piccolo mondo salviniano, si rintracciano simpatie personali e ottimi rapporti diffusi. Ma sul Rapisarda candidato sindaco di Como, qualche ritrosia più percepibile si coglie, fosse pure solo per l’effetto sorpresa della notizia. Nessun preconcetto a parlarne, nessun via libera già scritto, in buona sostanza.

Il nodo del simbolo e la lista civica

A chiudere, una questione che rimbalza qua e là: ma alla fine, l’amministratore delegato di Etv sarebbe espressione diretta di che lista? Di che simbolo? Non dei tre partiti base, pare di capire. Forse un soggetto diverso, venato di civismo, da sommare a Forza Italia, Lega e FdI. Ma qui siamo già a scelte e scenari futuribili, che il presente – indefinito e fragile per come appare – non autorizza a disegnare.

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