“Individuare una nuova sede per gli alunni della Corridoni è compito del Comune, non nostro. E la Foscolo non è adatta ad accoglierli”. E ancora: “Eventuali richieste e/o affermazioni, volte ad attribuire all’Ufficio tale funzione risultano pertanto prive di fondamento rispetto al vigente riparto delle competenze”.
Questa, in sintesi, la risposta ufficiale del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale (ex Provveditore) Imerio Chiappa alle accuse del sindaco di Como Alessandro Rapinese e dell’assessore alle Politiche Educative Nicoletta Roperto che, prima in Consiglio comunale e poi in un ormai notissimo video pubblicato nei giorni scorsi, scaricavano la responsabilità di trovare una collocazione agli oltre 200 alunni della scuola Corridoni su Provveditorato, dirigente scolastio e Consiglio d’Istituto in vista della chiusura del plesso dal prossimo settembre.

“Con riferimento alle notizie relative alla sentenza del TAR di cui all’oggetto, per come apparse sulla stampa locale, ed alla conseguente individuazione di una sede alternativa per gli alunni del plesso Corridoni, si ritiene opportuno precisare che la scelta e la messa a disposizione degli edifici destinati a ospitare le istituzioni scolastiche non rientrano nelle competenze di questo Ufficio Scolastico Territoriale – si legge infatti nella lettera inviata oggi al sindaco Rapinese e all’assessore Roperto – ai sensi della normativa vigente, giova ricordare, la competenza in materia di edilizia scolastica e di individuazione delle sedi delle scuole primarie è attribuita all’Ente locale proprietario degli immobili, che ne cura la disponibilità, l’idoneità e la sicurezza. L’Ufficio Scolastico Territoriale, così come l’Amministrazione scolastica nel suo complesso, non può sostituirsi all’Ente locale nell’individuazione di edifici o sedi fisiche destinate allo svolgimento delle attività didattiche. Eventuali richieste e/o affermazioni, volte ad attribuire all’Ufficio tale funzione risultano pertanto prive di fondamento rispetto al vigente riparto delle competenze. Con riferimento poi al necessario spostamento, in esecuzione della sentenza in parola, degli alunni del plesso Corridoni al plesso “Ugo Foscolo” di via Borgovico, è appena il caso di rammentare come i lavori di ampliamento – previsti e necessari – non abbiano in realtà mai avuto inizio, con ciò rendendo impossibile il trasferimento in tempi congrui per il regolare avvio dell’anno scolastico prossimo.Resta ferma la piena disponibilità di questo Ufficio Scolastico Territoriale a collaborare, nell’ambito delle proprie attribuzioni istituzionali, per favorire ogni soluzione che consenta il regolare avvio e svolgimento del servizio scolastico, una volta che l’Ente competente abbia individuato e reso disponibile una sede idonea, indicando in modo chiaro gli spazi destinati alla collocazione delle 11 classi interessate, per consentire le attività scolastiche previste. In attesa di cortese sollecito riscontro, si porgono cordiali saluti”.
Contestualmente, anche la dirigente dell’Istituto Comprensivo Grazia Miccolis ha preso posizione scrivendo al dirigente dei Servizi Sociali ed Educativi Vincenzo Aiello per mettere nero su bianco i numeri della Corridoni: 201 iscritti, 5 spazi mensa, 6 laboratori, 3 aule di decompressione per bambini con bisogni educativi speciali (le famose “aule dei cucù”, come le aveva definite lo stesso sindaco) e 11 classi di cui due prime (per un totale di 35 nuovi iscritti) che, stando alle indicazioni ricevute dal Comune dovrebbero trovare spazio nella vicina media Foscolo.
Scuola che, però, il Comune stesso ha indicato non idonea ad accoglierli con una Pec inviata al dirigente scolastico lo scorso 23 luglio.
La palla ora passa nuovamente al Comune che dovrà indicare gli spazi idonei ad accogliere gli alunni in ottemperanza a quanto deliberato dal Tar che ha respinto il ricorso dei genitori. Sempre che, ovviamente, il ricorso avviato dalle famiglie presso il Consiglio di Stato non rimescoli nuovamente le carte.
