Scena da una devastazione. Arrivano dalla Spina Verde, nello specifico nel tratto compreso tra la fine di via Castel Baradello (poco dopo l’ex ristorante Ul Ginoeucc) in direzione del Parco delle Rimembranze.
Si tratta di un percorso dove, qualche tempo fa, una frana spazzò via la strada che portava al Baradello, per cui venne comunque realizzata un parziale messa in sicurezza con la costruzione anche di un nuovo tratto di strada verso la Baita (Amici del) Baradello, che sale a sinistra.
Nel tratto verso destra, invece, ovvero come detto in direzione del Parco della Rimembranza, non è accaduto praticamente niente. E dunque, dopo una cinquantina di metri di strada asfaltata che terminano contro una sbarra in ferro ci si imbatte in un pannello informativo superstite con qualche tag e circondato dalle erbacce, comincia il sentiero che si può osservare nelle foto.
A monte e a valle del sentiero spicca l’incuria: valletti di scolo dell’acqua pieni di rami e fogliame (una delle due frane fu causata da queste situazioni), scale senza più mancorrenti, staccionate rovinate, crollate, inesistenti. Per non parlare degli alberi pericolanti o caduti sul sentiero. Il grande castagno che appare a un certo punto del sentiero cadde addirittura più di un anno fa ma era rimasto coricato sul pendio qualche metro più in su. In queste ultime 2 o 3 settimane è scivolato fin sul sentiero, ostruendolo quasi del tutto.
Prima della scalinata che sale al grande prato, dove c’è un altare costruito dagli Alpini e qualche barbecue in cemento, rimane soltanto il tetto di un altro pannello informativo. E anche sopra la scalinata (via degli Alpini) dormono appoggiati, sospesi, diversi alberi.

Per capirsi, da questa strada si sale verso la baita-ostello Respaù e poi su ancora verso la casa scout don Titino Levi (ex baita Elisa), il Pianvalle e il Monte Croce.
(Per la redazione dell’articolo ha collaborato Marco Bestetti)












