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Ucid, gli imprenditori cristiani di Como hanno il nuovo presidente: chi è Onnik Manoukian

Novità al vertice della sezione di Como dell’Ucid, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti. Il nuovo consiglio direttivo, nominato la settimana precedente in occasione dell’Assemblea Annuale, ha designato le nuove cariche nominando Onnik Manoukian (nuovo Presidente, in foto), Maddalena Valtorta (Vice presidente), Mauro Barberi (Segretario) e Andrea Bassi (Tesoriere). Gli altri consiglieri, oltre a Giovanni Carugati (Past President), sono Filippo Arcioni, Francesco Pozzi, Rosaria Casali, Andrea Gattoni, Giuseppe Zichella, Matteo Livio e Luca Selvatici.

 

Il commento del neopresidente Onnik Manoukian
Ci sono incarichi che si accettano e incarichi che si abbracciano. Questo lo abbraccio. Lo abbraccio perché credo nel valore di questa associazione, nella forza di una tradizione che unisce fede e impresa, rigore morale e concretezza del fare. Lo abbraccio perché credo che il momento che stiamo vivendo – con tutte le sue contraddizioni, le sue ansie, le sue opportunità – abbia bisogno esattamente di ciò che UCID, nel profondo della sua vocazione, può offrire: una bussola. Non una formula, non una ricetta. Una bussola.

Assumo la presidenza di UCID Como con la consapevolezza che guidare questa associazione non è amministrare un’agenda: è custodire e rinnovare un modo di stare nel mondo. Un modo in cui l’impresa non è separata dall’etica, il successo non è separato dalla responsabilità, la competenza non è separata dalla coscienza. È una visione esigente. È l’unica che vale la pena incarnare.

Mi anima quanto disse quarant’anni fa Sua Eccellenza Teresio Ferraroni l’allora Vescovo di Como ai soci UCID: noi cristiani non siamo gente che sopravvive ma che vuole vivere intensamente e con orgoglio il proprio tempo! E con la coscienza che questa associazione non nasce con me. Viene da decenni di impegno, di persone che hanno creduto che fare impresa e vivere secondo il Vangelo non fossero due cose separate. I miei illustri predecessori a Como, Giuseppe Pirovano, Bruno Gentili, Martino Verga e Giovanni Carugati, prima ancora i fondatori di UCID nazionale, hanno tracciato una strada che è insieme tradizione e sfida.

Desidero percorrerla con fedeltà e con il coraggio di chi sa che ogni generazione deve fare la sua parte. Arrivo con il debito grato di chi riceve un’eredità e sa che il primo compito è onorarla. Lo stesso vale per il legame con UCID nazionale: una famiglia grande, una visione condivisa, una tradizione di pensiero che affonda le radici nel meglio del cattolicesimo sociale italiano. È da lì che veniamo. È da lì che ripartiamo.

Conferenze che interroghino, non che rassicurino
La prima cosa che desidero fare è portare a Como delle voci grandi. Non ospiti di facciata: vorrei che ci confrontassimo con pensatori, economisti, filosofi, teologi che abbiano davvero qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Conferenze in cui si discuta del futuro del lavoro e della dignità della persona, dell’intelligenza artificiale e dell’anima dell’impresa, del denaro e della giustizia. Temi scomodi, temi urgenti, temi che non si esauriscono in una serata ma che restano a lavorare dentro di noi. Perché è questo che dovrebbe fare un’associazione come la nostra: non confortarci nelle certezze già acquisite, ma spingerci a pensare più in profondità, a scegliere con più consapevolezza, a costruire con più senso.

Formazione: perché competenza senza coscienza non basta
Un imprenditore cristiano ha il dovere di essere preparato. Conoscere i mercati, capire le dinamiche dell’economia globale: non è optional, è responsabilità. Ma la competenza tecnica da sola non salva nessuno, né l’impresa, né chi la guida. Ho visto troppe volte persone capaci fare scelte sbagliate non perché non sapevano, ma perché avevano smesso di chiedersi il perché. Per questo voglio costruire percorsi che mettano insieme rigore economico e profondità etica: non come due ingredienti separati, ma come un’unica visione dell’imprenditore che vogliamo essere. La Dottrina Sociale della Chiesa non è un’appendice spirituale alla nostra attività professionale. È la lente con cui guardare il mondo.

Como: non dentro la città, ma per la città
UCID Como non può vivere separata dalla città che porta nel nome. Como è una realtà straordinaria, con una storia imprenditoriale e culturale di cui andare orgogliosi, ma anche con le fragilità, le contraddizioni, le domande irrisolte di ogni territorio che vuole guardare avanti senza perdere le sue radici. Mi piacerebbe che questa associazione fosse presente, visibile ed utile. Che quando si discute di lavoro, di futuro, di sviluppo, di giovani, UCID abbia qualcosa da dire e lo dica con la credibilità di chi conosce il territorio e lo ama. Non faremo politica. Porteremo idee, proposte, visione. È il contributo specifico che un’associazione come la nostra può e deve dare alla città. Parte delle nostre iniziative sarà poi offerta alla città: momenti a cui tutti i cittadini potranno partecipare. È un modo concreto per dire che UCID non lavora solo per i propri soci, ma vuole essere un soggetto attivo nella vita pubblica di Como.

La bellezza salverà il mondo
C’è una dimensione del mio programma che mi è particolarmente cara: l’attenzione alla bellezza. All’arte, alla musica, al bello in tutte le sue forme. Non come svago, non come intrattenimento culturale: come via. Come una delle strade maestre attraverso cui l’essere umano incontra qualcosa di più grande di sé. La grande tradizione cristiana lo ha sempre saputo. Le cattedrali gotiche non erano ornamenti: erano teologia in pietra, erano un tentativo di costruire qualcosa che assomigliasse al cielo. La musica di Bach non era intrattenimento: era preghiera in suono, era la certezza che l’ordine e la bellezza del creato potessero essere catturati nelle relazioni tra le note.

Como e il suo territorio sono uno scrigno immenso – il lago, le ville, le chiese romaniche, la tradizione della seta – che spesso abitiamo distrattamente. Vorrei che imparassimo a vederlo. Perché un imprenditore che sa fermarsi davanti al bello, che allena lo sguardo alla contemplazione, è un imprenditore più saggio, più capace di umanità nei confronti di chi lavora con lui. La bellezza non è un lusso. È una forma di educazione dell’anima e nessuna impresa può permettersi di farne a meno.

Il networking come fraternità
Una comunità vera non si costruisce con gli eventi: si costruisce con le relazioni. E le relazioni nascono dall’incontro ripetuto, dalla fiducia che si accumula nel tempo, dalla scoperta che l’altro ha qualcosa da darti e tu hai qualcosa da dare a lui. Sogno un UCID Como in cui i soci si conoscano davvero, non solo di nome ma di storia, di valori, di sfide quotidiane. Un luogo in cui chiedere aiuto non sia debolezza ma intelligenza, e offrirlo non sia gentilezza ma dovere fraterno.

I giovani: la scommessa più bella
Un’associazione che non investe sui giovani sceglie inconsapevolmente di finire. Io scelgo il contrario. Costruire un percorso dedicato agli under 40 – giovani imprenditori e dirigenti – che non sia una versione ridotta di ciò che facciamo per gli altri, ma qualcosa pensato davvero per loro: con il loro linguaggio, le loro domande, la loro energia. E vorrei istituire un riconoscimento per chi, giovane, sappia già unire eccellenza professionale e profondità etica. Perché il talento senza valori è solo potenza sprecata. E i valori senza talento sono buone intenzioni che non cambiano nulla.

La solidarietà
La fede senza le opere è morta, lo sappiamo. Per questo UCID ha sempre affiancato, concretamente, alcune realtà del territorio comasco e non solo. È qualcosa che ci precede e questa vocazione intendiamo onorarla ancora, con la stessa dedizione e con rinnovato slancio. Questo è ciò che vorrei fare. Lo potrò fare solo con l’aiuto di tutti i consiglieri e dei nostri soci, con la speranza che possano continuare ad aumentare, con la certezza che nessuna presidenza vale se non è un lavoro comune, e con la fiducia – quella fiducia cristiana che non è ottimismo ingenuo ma scommessa sul senso – che Como e UCID abbiano ancora molto da costruire insieme.

Chi è Onnik Manoukian
Nato a Como il 16 agosto 1965. Residente a Como in Via Roma 34.
Sposato con Manuela Manca e papà di due straordinari figli Noubar Paolo (17) e Arianne(15).
Studi in Ingegneria Chimica presso Politecnico di Milano.
Per quasi 28 anni ha svolto attività dirigenziali, prevalentemente in ambito commerciale, presso la Noseda Srl di Tavernerio di cui è stato Consigliere dal 2002 al 2015 e Vicepresidente dal 2015 al 2018.
Attualmente svolge un’attività imprenditoriale nell’ambito della consulente tecnico commerciale, collaborando con diverse aziende italiane operanti nel settore delle macchine, delle tecnologie e delle soluzioni per applicazioni tessili, alimentari, vernici ed abrasivi.
Vicepresidente di COMOEXPORT dal 2002 al 2023 ed attualmente membro del Consiglio Direttivo di ITALIAN TEXTILE dal 2024.
Consigliere della Holding di partecipazioni industriali di famiglia dal 2024.
Consigliere di Ars Aeterna ETS associazione culturale senza scopo di lucro con sede a Tremezzina (CO).
Consigliere di UCID COMO dal 2007 al 2016. Segretario UCID COMO dal 2023 al 2026. Presidente dal 25 Maggio 2026.

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