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Corridoni chiusa, Rapinese contro il Consiglio d’Istituto: “Bambini senza scuola a settembre? È solo colpa vostra”

Il botta e risposta tra il sindaco di Como Alessandro Rapinese e chi, oggi, rappresenta a tutti gli effetti la comunità scolastica della primaria Corridoni di via Sinigaglia – ovvero il Consiglio di Istituto nella persona del suo presidente Simone Molteni, che pochi giorni fa aveva inviato una nota in risposta all’annuncio della chiusura della scuola già dal prossimo settembre anticipando il ricorso al Consiglio di Stato – si arricchisce di un nuovo capitolo.

E lo fa attraverso quello che, a tutti gli effetti, è diventato il canale privilegiato delle comunicazioni tra sindaco e cittadini (e anche organi di informazione), ovvero il suo personalissimo “Tg” pubblicato sui suoi profili social.

Proprio ieri, infatti, affiancato da Nicoletta Roperto, vicesindaco e assessore alle Politiche Educative, “il vicesindaco Nicoletta” come l’ha presentata Rapinese, il primo cittadino ha registrato 35 minuti di video nei quali, semplificando, accusa la dirigente scolastica e il presidente del Consiglio d’Istituto di non aver provveduto per tempo a indirizzare gli alunni della Corridoni su altre scuole, ben sapendo già dallo scorso ottobre che l’amministrazione comunale aveva deciso di chiudere la sede di via Sinigaglia e consci del rischio di poter perdere il ricorso al Tar, cosa di fatto avvenuta.

La scuola Corridoni di via Sinigaglia

Così, mentre l’asilo di Salita Cappuccini può restare aperto in attesa che vengano eseguiti i lavori di adeguamento della primaria di via Montelungo, bloccati dal ricorso dei genitori poi perso, per la scuola di via Sinigaglia il metro utilizzato dall’amministrazione comunale parrebbe essere diverso: la scuola il 1°settembre e gli oltre 200 iscritti (oltre a docenti e personale Ata) dovranno essere distribuiti tra la vicina media Foscolo in via Borgovico, dove però i lavori di ampliamento e adeguamento non sono neanche in fase di progetto, le elementari e medie di Tavernola, la scuola di via Perti, bollata come “cesso” dallo stesso sindaco lo scorso ottobre, e le elementari di via Fiume, che fa parte di un diverso Istituto Comprensivo.

“Il 27 ottobre 2025 con la DGR 5225 la Regione ha approvato il Piano di Ridimensionamento del Comune di Como … tant’è che in quella data c’è un allegato chiaro nella legge e dice che le quattro sedi della Corridoni sono in via Borgovico 193, via Friuli 10, via Perti 10, via Fiume 2. Queste solo le scuole dove chi si è iscritto alla Corridoni si è potuto iscrivere”, sono state infatti le parole di Rapinese.

Da qui, poi, l’accusa a Consiglio d’Istituto e dirigente scolastica, rei di non aver predisposto in tempo utile lo smembramento degli alunni sunele diverse sedi: “Un buon Consiglio d’Istituto avrebbe dovuto prenderne atto e dire ‘Va bene, facciamo ricorso. Nel frattempo però sappiate che se, come poi è successo, il ricorso non lo vinciamo tu dove vuoi andare?’. E inizi a organizzarti per mettere i ragazzi nelle scuole perché questa è legge, non è una cosa variabile – ha proseguito – quindi se oggi c’è un’emergenza non è colpa del Comune. Il Comune ha fatto tutto entro i termini che peraltro stabilisce la legge”.

Il video prosegue poi citando due documenti interni alla scuola approvati dal Consiglio d’Istituto, il Regolamento del 28 ottobre 2025 e il Piano Triennale dell’Offerta Formativa del 18 dicembre: “Se adesso hanno accettato un sacco di iscrizioni, potevano farlo solo se avevano i posti, non si possono chiedere più iscrizioni di quelli che ci sono – ha detto – quindi se il Consiglio d’Istituto ha accettato più iscritti, doveva rigettarli in quel momento, a gennaio poteva accettare solo in funzione di quello che diceva la DGR e nel frattempo, però, doveva aver considerato di trovare altri spazi perché la via Sinigaglia per legge era chiusa. Quindi già da gennaio la situazione doveva essere controllata dal dirigente, dal Consiglio d’Istituto, le famiglie dovevano essere a conoscenza con una variabile…eppure nel Piano dell’Offerta Formativa approvato in dicembre c’è una cosa strana: c’è ancora la sede del plesso di via Corridoni e questa è una domanda. Cioè, se sapevi già che non c’era in quel momento, perché è lì? Non è un problema mio…mi auguro che abbiano considerato dove mettere questi bambini e non abbiano accettato iscrizioni facendo finta che questa cosa non esistesse perché altrimenti sarebbero stati semplicemente degli struzzi che hanno nascosto la testa sotto la sabbia e non è colpa del Comune di Como se si trovano in difficoltà”.

“Lo dico alle famiglie dei bambini che andavano a scuola in via Sinigaglia, al vostro presidente del Consiglio di Istituto dovreste porre una serie di domande – ha poi aggiunto in un altro passaggio del video – la prima, signor Simone Carlo Molteni, considerato che la DGR 5225 ha stabilito che il plesso di via Sinigaglia 10 a partire dall’anno formativo 26-27 non sarà più disponibile, esattamente visto che avete accettato l’iscrizione per mio figlio, in quale plesso è stato collocato? Dove lo porto a settembre? Perché non ho ancora ricevuto una destinazione per mio figlio tra le quattro sedi individuate? Se avete detto che li facevate andare in via Sinigaglia avete proprio sbagliato. Perché nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa votato dopo la DGR 5225 il Consiglio d’Istituto di cui lei è presidente non ha fatto cancellare il plesso di via Sinigaglia o messo delle note in relazione a quello che stava succedendo come hanno fatto le altre scuole che avevano dei ricorsi? Perché non avere messo nel piano dell’Offerta Formativa che la Sinigaglia avrebbe potuto non esserci e avete millantato con tutti sicurezza, tant’è che poi a luglio avete perso? Quando voi dite che non sapete dove andranno i bambini, voi sapevate che la Sinigaglia non c’era. Questa è l’unica cosa sicura. Millantavate che avreste vinto il ricorso, ma non l’avete vinto. Come fate ad andare in Consiglio di Stato a dire che dovete avere una sospensiva quando sapete tutto dall’ottobre scorso? La domanda che faccio a Simone Molteni: avete già detto loro dove andranno questi 150 bambini a settembre che siamo al 25 luglio?”.

“Abbiamo 150 bambini, 5 scuole dove metterli. Voglio dire, anche solo metterne 30 a scuola non è difficile, visto che sono tutte state ritenute dal TAR adeguate – ha aggiunto – abbiamo detto, tutti quelli che ci stanno in via Borgovico, poi se non li vogliono trovare perché occupano le aule, va bene, però gli spazi in via Borgovico ci sono (il riferimento è all’utilizzo come aule didattiche degli spazi della Foscolo attualmente occupati da laboratori e aule per alunni con bisogni speciali Ndr) e io lo farei ad esempio per i residenti più vicini, quelli che arrivano dal lago alla Filzi…qualora non bastasse ancora c’è via Perti, Avete combattuto per lasciarla aperta, poi in via residuale abbiamo previsto una scuola che ha un sacco di aule libere che è la via Fiume”.

“Se qualcuno ha creato il caos o vuole il caos a settembre per fare casino contro l’amministrazione, vi abbiamo dato tutti gli elementi per capire – ha poi concluso il sindaco – se fossi un genitore che ha un figlio in via Sinigaglia andrei dal mio dirigente scolastico, la dottoressa Miccolis, andrei dal Presidente del Consiglio, come si chiama? Il dottor Molteni, e chiederei ‘Quello che dice Rapinese è vero? Ma perché non mio avete avvisato del fatto che i ricorsi si possono perdere e questa sarebbe stata la situazione?’ Noi da amministratori sensati abbiamo attuato un progetto e dato a tutti il tempo di poter adempiere. Dai porca miseria. Sigla”.

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