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Un colossale equivoco, la rabbia e l’orgoglio del Rugby Como: “Noi, il Centro Belvedere, il Comune. La verità”

Un colossale equivoco porta anche la notizia. Il colossale equivoco con il Rugby Como nasce da questa frase usata nel reportage dei giorni scorsi: “Se il Centro Sportivo Belvedere, infatti, oggi non è altro che degrado e macerie, lo si deve quasi soltanto al Rugby Como che con la palla ovale ha ridato linfa al grande rettangolo verde di via Longoni. Sabbia e ghiaia hanno sostituito i fili d’erba del campetto a 7 giocatori subito dietro, ma dove inizia lo scempio è a lato e alle spalle delle due porte da calcio”.

Il senso della frase era (o almeno avrebbe voluto essere) un elogio pubblico alla meritoria attività di società e giocatori della palla ovale (come testimonia il successivo “hanno ridato linfa al grande rettangolo verde di via Longoni”), ma la parte iniziale del periodo ha suscitato un vespaio (“Se il centro Belvedere oggi non è altro che degrado e macerie lo si deve soltanto al Rugby Como”).

Quest’ultimo passaggio è stato inteso da dirigenti e atleti come un attacco verso di loro, mentre il senso voluto era esattamente l’opposto. E cioè esprimere un concetto del tutto identico a “è soltanto grazie al Rugby Como che l’intero centro di via Belvedere non è ridotto a macerie e degrado”. Frase forse scrivibile in modo migliore, forse interpretabile in modi differenti, ma tant’è: ora, sulla base di quelle righe, è proprio il Rugby Como a prendere direttamente la parola e a dire la sua. Pubblichiamo di seguito integralmente la nota della società.

Dopo aver preso visione dell’articolo apparso sulla vostra testata dal titolo “Orrido al Belvedere, furono il vanto di Como, ora tennis e pista di pattinaggio vanno a pezzi” a firma di Emanuele Caso, intendiamo precisare quanto segue.

Il Rugby Como ASD ha cominciato a gestire il Centro Sportivo Belvedere nel mese di settembre 2012. Al nostro arrivo, dopo anni di gestione da parte di altra società sportiva, la situazione era ben peggiore di quella attuale (abbiamo ampia documentazione fotografica in proposito).

Abbiamo da subito chiesto al Comune una convenzione almeno quindicennale, che ci consentisse di accedere agli strumenti di finanziamento del Credito Sportivo senza i quali è semplicemente impensabile per una qualsiasi associazione sportiva mettere mano agli ingenti costi di ristrutturazione del centro, ma non ci sono mai state date convenzioni che non superassero i tre anni di durata.

La situazione della pista di pattinaggio e dei campi da tennis (che attualmente non sono in convenzione e dei quali quindi si deve fare carico direttamente l’amministrazione comunale) è il frutto di una pluridecennale incuria nella quale queste strutture sono state lasciate e che sono in quelle condizioni da epoca ben precedente la nostra gestione.

Quello che viene definito “campo a 7” e sul quale secondo il giornalista “sabbia e ghiaia” avrebbero sostituito i “fili d’erba” in realtà è sempre stato un campo a 9 in calcestre, come tale omologato presso la FIGC.

Dal nostro arrivo al Centro Belvedere abbiamo provveduto a svolgere regolare manutenzione degli ampi spazi verdi che lo compongono, imbiancatura e manutenzione di tutti gli spogliatoi, dei bagni a servizio del pubblico (quelli posti nella parte inferiore non trovano attualmente alcun uso), ma soprattutto abbiamo sempre, regolarmente e puntualmente corrisposto all’amministrazione comunale quanto dovuto a titolo di consumi e corrispettivi senza accumulare nemmeno un centesimo di debito verso le casse pubbliche. Caso, ci sia consentito rimarcarlo con orgoglio, non comune nel panorama delle gestioni delle strutture sportive.

Attualmente, la pista di pattinaggio, che da alcuni decenni – e quindi da ben prima dell’inizio della nostra gestione – versa in stato di degrado, è data in uso a una società sportiva di ciclismo fuoristrada, non essendovi peraltro società rotellistiche comasche interessate a farne uso.

In precedenza, abbiamo provato anche a coinvolgere altre società sportive in progetti di cogestione dei campi da tennis, tuttavia senza esito positivo: i campi sono da rifare in quanto, da ben prima che subentrassimo nella gestione del centro sportivo, il fondo si presentava completamente sconnesso e da rifare totalmente e i costi di rifacimento sono veramente molto alti.

In questo panorama sconfortante, ci è dispiaciuto leggere che “se il Centro Sportivo Belvedere, infatti, oggi non è altro che degrado e macerie, lo si deve quasi soltanto al Rugby Como”, visto che lo stesso proviene da decenni pregressi di incuria e degrado e che la nostra buona gestione negli ultimi sette anni ci è stata testimoniata dalle amministrazioni comunali che si sono in questo periodo succedute e dalle società sportive che abbiamo ospitato nella struttura da noi gestita.

Il presidente

Michele Cerbo

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