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Un confine di differenza: in Svizzera zero cantieri irregolari dopo 66 controlli, nel Comasco sanzioni e denunce

Il settore dell’edilizia rimane sotto la lente d’ingrandimento delle autorità di confine. Tra il 16 e il 18 marzo 2026, una serie di ispezioni nel Mendrisiotto (Svizzera) e nella Provincia di Como ha delineato un quadro profondamente diverso sulla conformità dei cantieri e sulla sicurezza dei lavoratori.

Mentre il Canton Ticino celebra un esito impeccabile, la sponda italiana del Lario continua a lottare con violazioni normative e sanzioni pecuniarie elevate.

Svizzera: tolleranza zero e regolarità nel Mendrisiotto

In Canton Ticino, l’operazione condotta dalla Polizia cantonale il 17 marzo ha interessato sette cantieri attivi nel distretto di Mendrisio. L’intervento non è stato isolato: ha visto la collaborazione strategica dell’Ufficio dell’Ispettorato del Lavoro (UIL) e della Commissione Paritetica Cantonale (CPC).

  • Lavoratori controllati: 66

  • Irregolarità riscontrate: 0

  • Focus: Rispetto delle condizioni salariali e norme di sicurezza.

L’assenza di infrazioni conferma l’efficacia del sistema di controllo svizzero, dove la sinergia tra forze dell’ordine e organi paritetici funge da forte deterrente contro il lavoro nero e le carenze strutturali.

Italia: sanzioni e denunce nei cantieri di Como

Di segno opposto i risultati emersi dai controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Como, supportati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), resi noti lo scorso 16 marzo. L’attività, che rientra in un piano straordinario avviato nel settembre 2025, ha evidenziato criticità sistemiche in diverse aree, dal centro città fino all’Alto Lago.

Le ispezioni in un recente cantiere hanno portato a numeri che fotografano una situazione ancora complessa:

  • Aziende coinvolte: 4

  • Sanzioni e ammende: Oltre 42.500 euro totali.

  • Provvedimenti: 3 persone denunciate.

Le principali violazioni riscontrate in Italia

A differenza della realtà svizzera, nel Comasco le forze dell’ordine hanno dovuto contestare gravi mancanze che mettono a rischio l’incolumità fisica dei lavoratori:

  1. Sicurezza in quota: Ponteggi e attrezzature non a norma.

  2. Formazione e Salute: Omissioni nella sorveglianza sanitaria e nella formazione del personale.

  3. Documentazione: Carenze nella redazione dei documenti obbligatori per la prevenzione infortuni.

Differenze chiave: sodello Svizzero vs modello italiano

La comparazione tra le due operazioni mette in luce divergenze strutturali nella gestione dei siti produttivi:

Criterio Svizzera (Mendrisiotto) Italia (Como)
Esito dei controlli Totale regolarità (0 violazioni) Numerose violazioni penali e amministrative
Enti coinvolti Polizia e Commissioni Paritetiche Carabinieri, NIL e Ispettorato del Lavoro
Focus ispettivo Controllo amministrativo e contrattuale Sicurezza tecnica e contrasto allo sfruttamento
Sanzioni Approfondimenti in corso (amministrativi) Denunce penali e pesanti ammende pecuniarie

Prospettive per il 2026

Entrambe le autorità hanno confermato che la vigilanza non si fermerà. Se in Ticino l’obiettivo è mantenere gli standard di legalità già elevati, in Lombardia l’Arma dei Carabinieri continuerà per tutto il 2026 un’attività “costante e determinata” per abbattere il rischio di infortuni e contrastare il lavoro sommerso.

Per le aziende del settore, il messaggio è chiaro: la conformità alle norme non è un’opzione, ma il requisito fondamentale per operare su entrambi i lati della frontiera.

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