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“Un luogo di Como intitolato ad Alida Valli”. Cinque anni dopo il no, torna la proposta per la famosissima attrice

Un luogo di Como dedicato ad Alida Valli. Per la seconda volta in meno di 5 anni, Fratelli d’Italia rilancia la proposta per ricordare la celebre attrice nata a Pola nel 1921 e morta a Roma il 22 aprile 2006, protagonista di una sfolgorante carriera cinematrografica densa di riconoscimenti tra la fine degli anni ’30 e i primi anni 2000 lavorando con molti dei più grandi registi nel corso dei decenni e arrivando a vincere un Nastro d’Argento nel 1947, una Grolla d’Oro per Senso nel 1955, a essere candidata per il Golden Globe per L’uomo di carta nel 1964, a ottenere ben due David di Donatello e poi il Leone d’Oro alla carriera nel 1997. Nella sua lunga vita, Alida Valli visse e studiò anche a Como, dove si trasferì all’età di 8 anni e dove trascorse alcuni anni della sua giovinezza, prima di diventare una star internazionale.

A proporre l’intitolazione di uno spazio della città all’attrice, è stato il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Lorenzo Cantaluppi, che ha depositato una mozione ieri sera in apertura del consiglio comunale, dopo aver chiesto e ottenuto l’osservazione di un minuto di silenzio per le vittime delle foibe alla vigila del Giorno del Ricordo.

“Alida Valli è stata nostra concittadina – ha affermato in aula Cantaluppi – e quest’anno cade il ventennale della scomparsa della famosissima attrice. D’accordo con il collega Sergio De Santis (ex consigliere comunale di FdI nel precedente mandato, ndr) ho deciso di ripresentare la richiesta di un riconoscerle un luogo di questa città, dopo che la prima mozione presentata proprio dai colleghi De Santis e Fabio Ferretti non ebbe l’apporvazione”.

Il riferimento è a quanto accadde nel precedente mandato a maggioranza centrodestra, per la precisione nel 2021, quando una mozione con identico intento venne bocciata a maggioranza in consiglio comunale, lasciando una lunghissima scia di polemiche non solo politiche per settimane, tanto che il nipote dell’attrice, Pierpaolo De Mejo, disse che tutti i famigliari erano “indignatissimi” e invocò un ripensamento.

Contro la proposta si espressero tutti i partiti tranne tre favorevoli, ossia Fratelli d’Italia, Pd e Svolta Civica (civica di centrosinistra).

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