Che beffa per i frontalieri: nemmeno il tempo di ‘godersi’ lo smantellamento definitivo del cantiere tra Como e il confine svizzero sull’Autostrada A9, che il calvario ricomincia intatto anche varcato il confine. Le segnalazioni ogni giorno si sprecano, anche perché i cantieri che dalla dogana di Brogeda costellano l’autostrada ticinesi A2 sono un vero calvario. Qui il messaggio inviato alla redazione da Laura, partita da Luisago questa mattina, arrivata a destinazione nella zona di Lugano dopo un’ora e 56 minuti [Per contributi, segnalazioni, reazioni e opinioni: redazionecomozero@gmail.com, il numero Whatsapp 348.6707422 o la pagina dei contatti].
Si parla da tanto, e giustamente, dei cantieri infiniti sulle autostrade italiane e in particolare di quello nelle gallerie della A9 degli ultimi anni. Ogni mattina, per 4 anni, per noi frontalieri c’era solo una scelta: fare colonna o cercare lunghissimi e tortuosi percorsi alternativi all’autostrada. Tutto finito con la fine del cantiere? Niente affatto!
Anche appena passato il confine, infatti, le autostrade ticinesi sono spesso un cantiere unico. Appena ne finisce uno, ne cominicia un altro. Di solito, sempre lunghissimi. Risultato: altre file infinite, tempi di viaggio allungati a dismisura, anche qui tentantivi di cercare strade alternative con poco successo e disagi per tutti, che piova o ci sia il sole.
Questa mattina ci si sono messi un cantiere a Mendrisio, gallerie chiuse, un mini tamponamento sul ponte di Melide però risolto subito. Risultato: 1h e 56 minuti da Luisago, appena fuori Como, alla zona di Lugano.
Nessuno discute che i lavori vadano fatti per la sicurezza di gallerie e autostrade, ci mancherebbe altro. Ma non si dica che solo l’Italia crea ingorghi con i cantieri, perché in Svizzera, o almeno in Canton Ticino, e specialmente tra Como e Lugano, è esattamente la stessa cosa e, facendo questo tratto da anni, quasi non mi ricordo quasi un giorno senza un restringimento, un rallentamento, uno scavo. E tutto vale per l’andata del mattino da Como ma anche al ritorno, ovviamente.
Per questo, avendo letto anche i vostri articoli dei giorni preedenti, dico: io ammetto di avere un ottimo stipendio, eppure sono stanca. Ma chi dall’Italia pensa di venire a lavorare in Svizzera per 2,000-2,500 franchi al mese, ma io direi anche 3,000, ci rifletta bene. Passare 3-4 ore in macchina quasi ogni giorno, con attese snervanti e costi collegati, vale la pena per buste paga che poi al netto sono un po’ superiori a quelle italiane? Peggiorare così tanto la propria qualità della vita, ha davvero senso?
Cordiali saluti,
Laura.

