Il mercato del lavoro elvetico apre l’anno con un segnale di allerta. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), a gennaio 2026 il tasso di disoccupazione in Svizzera è salito al 3,2%, segnando il valore più alto degli ultimi cinque anni.
L’incremento costante registrato negli ultimi mesi (dal 2,9% di novembre al 3,1% di dicembre) porta il numero assoluto dei senza lavoro a 152.300 unità, un livello che non si vedeva dall’aprile 2021.
Analisi dei dati SECO: un confronto storico
Sebbene la situazione desti preoccupazione, il confronto con il periodo pandemico offre una prospettiva più ampia. Nel gennaio 2021, il tasso aveva raggiunto il 3,7% con 170.000 disoccupati. Tuttavia, l’attuale trend di crescita suggerisce un raffreddamento strutturale dell’economia che merita attenzione.
Nota metodologica: È fondamentale distinguere tra i dati SECO (basati sugli iscritti agli uffici URC) e quelli dell’ILO (Ufficio Internazionale del Lavoro). Questi ultimi, calcolati su base statistica includendo chi non è iscritto ai collocamenti, stimavano la disoccupazione al 5,2% già nel terzo trimestre precedente, confermando una pressione maggiore sul mercato del lavoro rispetto ai dati ufficiali amministrativi.
Disoccupazione per Cantoni: Ticino e Grigioni a confronto
La geografia del lavoro in Svizzera mostra, come di consueto, profonde differenze regionali:
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Ticino: Il tasso è salito al 3,3% (+0,1% rispetto a dicembre), posizionandosi al decimo posto tra i cantoni più colpiti.
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Grigioni: Si conferma tra i cantoni più virtuosi con un tasso dell’1,6%, sesto nella classifica dei meno colpiti, guidata dall’Appenzello Interno.
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Maglia nera: Il Canton Giura rimane l’area con la maggiore criticità occupazionale.
Fasce d’età e disoccupazione di lunga durata
L’analisi demografica rivela una distribuzione eterogenea del fenomeno:
| Fascia d’Età | Tasso di Disoccupazione | Note |
| 15-24 anni | 3,2% | Stabile rispetto alla media nazionale |
| 25-49 anni | 3,6% | La fascia più colpita in termini percentuali |
| Over 50 | 2,9% | Tasso più basso, ma critico per il lungo periodo |
Un dato allarmante riguarda i disoccupati di lunga durata (iscritti da oltre un anno), che sono saliti a 21.900. Questo segmento ha registrato un aumento del 29,9% su base annua, evidenziando una crescente difficoltà di reinserimento, specialmente per i 9.500 ultracinquantenni in questa condizione.
Posti vacanti e persone in cerca d’impiego
Nonostante l’aumento dei senza lavoro, il dinamismo del mercato non è nullo. Le persone complessivamente in cerca di impiego (inclusi i partecipanti a programmi occupazionali o corsi di riconversione) sono 236.300.
Parallelamente, si registra un forte aumento dei posti vacanti annunciati agli URC, arrivati a quota 48.900 (+36,1% rispetto al mese precedente). Questo “mismatch” tra domanda e offerta indica che, nonostante la disponibilità di posizioni, le competenze richieste dal mercato faticano a trovare riscontro immediato nel profilo dei candidati disponibili.