Come noto, per andare incontro al periodo di crisi post lockdown, e favorire il distanziamento contro l’epidemia, il Comune di Como ha concesso a bar e ristoranti spazi più ampi per i tavolini all’aperto.

Succede in tutta la città. E succede in via Odescalchi nella piazzetta antistante gli uffici comunali. Da lì arriva il racconto di una lettrice, molto garbata ma altrettanto arrabbiata (segnalazioni a: redazionecomozero@gmail.com). Ovviamente libero spazio a repliche.
Ecco la missiva:
Vi scrivo dopo l’esperienza di ieri mattina ,quando sono stata malamente redarguita per aver colpevolmente lasciato in sosta (due ore) la bicicletta nell’apposita rastrelliera nella piazzetta di via Odescalchi; quando ho parcheggiato la bici non c’erano tavolini apparecchiati e i locali erano chiusi, ma a quanto pare, la piazzetta è tutta loro.
Sarà pur giusto consentire ai locali di occupare suolo pubblico, ma anche il cittadino ciclista (che non inquina e mantiene il distanziamento sociale) dovrebbe aver diritto all’accesso alle rastrelliere per poter lasciare la bicicletta negli appositi spazi, senza il rischio di farsela rubare (mi è già capitato, e non sono certo la sola).Le rastrelliere a Como sono molto poche, non pratiche, sporche e spesso occupate da rottami di biciclette abbandonate.

Verrebbero da fare altre riflessioni circa l’attenzione alle categorie di bar,ristoranti ed esercenti in genere, contrapposta alla trascuratezza riservata dal Comune alla vivibilità degli spazi per i cittadini residenti , strade, marciapiedi, piazze, spazi verdi ecc..ecc…Ringraziando per l’attenzione porgo cordiali saluti
