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Attualità

Viale Lecco, passaggi a livello chiusi fino a 17 minuti in un’ora. Landriscina: “Imposizione che non posso digerire”

Una doccia gelata. L’ultima volta che il sindaco Landriscina aveva convocato la stampa in piena estate era per comunicare che il viadotto dei Lavatoi aveva dei problemi e sarebbe stato temporaneamente chiuso. Anche questa volta non poteva essere altrimenti. La notizia è che l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ha deciso che anche a Como il tempo di chiusura dei passaggi a livello deve aumentare. Anzi raddoppiare.

Le sbarre di viale Battisti passeranno da una chiusura di 1 minuto e 1 un secondo a 2 minuti e 15 secondo; quello di viale Lecco/via Bertinelli da 59 secondi a 2 minuti e 45 secondi e quello di viale Lecco/piazza Verdi da 59 secondi a 2 minuti e 30 secondi. Va da se che si tratta di una delle zone più trafficate della città e queste chiusure prolungate rischiano di paralizzare la città.

“Qualche settimana fa FerrovieNord mi ha chiesto un incontro per comunicarmi l’allungamento dei tempi di chiusura dei nostri passaggi a livello nel tratto tra Como Borghi e Como Lago – ha spiegato Landriscina – La loro è stata una decisione unilaterale che mi hanno fatto piovere addosso. A imporre questa novità infatti è l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie che vuole diminuire l’incidenza dei sinistri ferroviari”.

“Se calcoliamo che sulla nostra tratta passano tra i 4 e i 6 treni l’ora, le sbarre resteranno chiuse quasi simultaneamente per circa 17 minuti ogni ora – ha spiegato il sindaco – Trovo questa proposta di FerrovieNord davvero difficile da digerire perché come minimo le code arriveranno in viale Innocenzo. Si andranno a sommare traffico e inquinamento in centro città. E aggiungo: in questa zona c’è un ospedale con Pronto Soccorso. Che giro dovranno fare i mezzi di soccorso per evitare di imbottigliarsi nel traffico?”.

A nulla è servito, almeno per il momento, l’incontro che il sindaco Landriscina ha richiesto e ottenuto per ieri in Prefettura. Presenti tutte le parti, non c’è stata possibilità di trovare un’alternativa. E il tempo stringe: tra settembre e ottobre la novità entrerà in vigore.

“Nell’ultimo anno Ferrovie ci ha fatto formale richiesta di un spazio in concessione per l’installazione di un  nuovo Sistema di Protezione di Marcia del Treno, appunto per diminuire il numero dei sinistri – ha spiegato il neo-assessore alla Mobilità Pierangelo Gervasoni – Fin dall’inizio abbiamo chiesto che con questo nuovo metodo non ci fossero allungamenti nei periodi di chiusura delle sbarre. Ferrovie ci aveva assicurato che l’attivazione del sistema non avrebbe comportato sensibili variazioni dei tempi di apertura/chiusura del PL ma questo è il risultato”.

Gervasoni non le manda a dire. “Provocatoriamente vorrei dire a Ferrovie che potremmo decidere a questo punto di fermare la linea a Como Borghi – ha commentato l’assessore Gervasoni – D’altra parte dovremmo prendere in considerazione un interramento del tratto tra Borghi e Lago ma sarebbe un progetto estremamente complesso”.

Il sindaco Landriscina ha quindi concluso: “Servirà l’aiuto di tutti per risolvere questo problema, interpellerò tutti gli esponenti politici comaschi in Regione come a Roma per trovare una soluzione”.

10 Commenti

  1. I 3 passaggi a livello distano circa 550 metri.

    Interrando gli ultimi 8-900 metri di binari (da poco prima di Sant’Orsola fino giù a lago) si avrebbero benefici immensi:
    – si mantiene il treno fino a lago
    – si eliminano i passaggi a livello
    – si liberano spazi enormi in viale Lecco (per parcheggi o giardini lungo le mura)
    – si elimina la frattura tra piazza Verdi e piazza del Popolo
    – si ottiene un’immensa area a lago che potrebbe essere valorizzata molto meglio, dando uno sbocco da piazza Roma verso piazza Matteotti

  2. Stanno cercando di costringere i comaschi a rinunciare allo scalo a lago?
    Da decenni, se ne parla.
    Assurdo.
    È invidiabile ed unico, avere una stazione posizionata davanti al lago,
    con interscambio treno-battello-funicolare.
    Non rinunciamoci!!!
    (Sarebbe autolesionismo puro)
    .

  3. Il problema non è FN ma ANSF.
    Questo ente impone una circolazione sempre più ingessata per ragioni che niente hanno a che vedere con la sicurezza.
    Questo dei passaggi a livello è solo uno dei riflessi noti perché coinvolgono la circolazione stradale ma tutta la circolazione ferroviaria, conosciuta solo dagli addetti ai lavori, si trova in queste condizioni.

  4. Ma stiamo scherzando o che cosa? Invece di diminuire la tempistica sul passaggio a livello a Como Borghi, fonte solo di ingorghi, questi hanno la brillante idea di aumentare il doppio passaggio su viale Lecco? Questo provocherà solo un incremento assurdo del traffico, con conseguente incremento dell’inquinamento e, pertanto, conseguente danno alla salute di tutti i cittadini. Ne deriva che il provvedimento è del tutto illegittimo in quanto nella comparazione degli interessi pubblici in gioco (presunte ragioni di sicurezza da un lato e danno alla salute pubblica causato dall’incremento dell’inquinamento) sicuramente prevale la tutela alla salute pubblica dai danni causati dall’inquinamento, visto che non mi risulta ci siano stati incidenti causati dall’attuale tempistica dei passaggi a livello oggetto del provvedimento. Se non se ne arriva ad una dovrà assolutamente essere eliminato il tratto Como Lago \ Como Borghi.

  5. Basterebbe spostare il capolinea a Como Borghi e da lì fare un tapis roulan magari sopraelevato di 3 o 4 metri fino a Como lago che potrebbe diventare un parco o piccolo giardino.
    Azzz e riazz ma siamo matti…. Si risolverebbe il problema dei passaggi a livello, si potrebbe trasformare parte di viale lecco in pista ciclabile e aiuole fiorite, si avrebbe un percorso sopraelevato che valorizzerebbe le mura ma soprattutto si RISPARMIEREBBERO MILIONI DI EURO IN INUTILI SOLUZIONI FARSONICHR CHE GIÀ È FACILISSIMO IMMAGINARE. UN TUNNEL DA COMO BORGHI A LAGO.

  6. Decisione che si sarebbe potuto contestare almeno da gennaio. Ma il borgomastro dorme della quarta, da sempre, come i bachi.

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