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VIDEO Como, assalto alla ‘spiaggia’ dietro al Tempio. Poi tutti a tuffarsi nell’acqua di fogna

Una tentazione più forte di tutto. Non soltanto della drammatica morte del 17enne annegato esattamente in quelle stesse acque (sporche anche se in apparenza può non sembrare) lo scorso 2 giugno. Ma persino degli ultimissimi dati riportati solo tre giorni fa dalla Goletta dei Laghi di Legambiente che ha classificato la foce del Cosia – ossia lo stesso punto che vedete in foto e video di questa pagina – tra quelli “fortemente inquinati” nel Lago di Como.

E aggiungeva, lo studio: “L’inquinamento alla foce del Cosia a Como, ai Giardini a Lago, si rivela purtroppo una costante negli ultimi anni. Occorre una volta per tutte monitorare seriamente i vari tratti del torrente per quantificare i diversi contributi alla presenza di contaminazione microbiologica. Parallelamente, è fondamentale continuare a mantenere adeguatamente informata la cittadinanza sui possibili rischi di contatto con contaminanti di origine fognaria”.

Cosa non nuova, peraltro: da sempre i comaschi sanno (o almeno dovrebbero sapere, se non altro per la reiterazione delle denunce) che le acque del Lario, alle spalle del Tempio Voltiano, sono potenzialmente dannose anche per la salute oltre che per un eventuale tuffo senza l’adeguata conoscenza dei rischi.

Goletta dei Laghi: “La foce del Cosia fortemente inquinata”. Male anche Dongo, ok Argegno e Cernobbio

Eppure, il video che vedete qui sotto, girato oggi pomeriggio, ha qualcosa di incredibile: in un normale sabato di luglio, la spiaggia che si è formata dietro al Tempio Voltiano a causa del livello molto basso del Lago di Como era presa d’assalto come fosse una Rimini lacustre. Teli stesi ovunque, tintarelle in ogni centimetro disponibile e ovviamente tuffi, bracciate, piedi a bagno di grandi e – purtroppo per loro – anche piccoli e piccolissimi.

Nient’altro da aggiungere, se non che ancora una volta si constata che i soli cartelli di divieto di balneazione non servono e probabilmente non serviranno mai a evitare questo fenomeno, ormai decisamente di massa.

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