Vetri rotti, porta della centrale elettrica aperta e cavi tranciati. Se, come vuole la prassi, tre indizi fanno una prova, c’è poco da sospettare e molto di cui essere, almeno in teoria, certi. Ovviamente poi la parola spetterà a chi condurrà le indagini. Fatto sta che è quanto è stato trovato nei giorni scorsi durante i sopralluoghi alla piscina di Muggiò, condotti dall’amministrazione comunale. E fa pensare all’atto vandalico (pure scientifico per metodo e modo, vedi il video sotto). I cavi elettrici tagliati di netto e in molti punti, peraltro non riparabili con un intervento immediato, hanno impedito di testare la funzionalità della vasca in vista di un auspicato riavvio del servizio.

L’impianto, come noto, è chiuso da tempo (qui tutte le cronache) e il nuovo sindaco di Como, Alessandro Rapinese, già in campagna elettorale ha detto di volerlo riaprire nel più breve tempo possibile. Quanto accaduto certo non aiuta e perché sia stato compiuto tale raid andrà chiarito, quello che è certo è che si tratta certamente di un nuovo rallentamento. Comune e Polizia Locale trasmetteranno tutti gli atti alla procura. Oggi intanto Rapinese e l’assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Ciabattoni, hanno effettuato un sopralluogo nell’impianto.
“Adesso dovremo fare un nuovo sopralluogo tecnico – spiega l’assessore Ciabattoni – i giunti non possono essere ripristinati semplicemente ma servirà un intervento importante e costoso, purtroppo. Nei prossimi giorni ne comprenderemo l’entità economica”.
Qui il video che documenta quanto è stato trovato:
