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Attualità

VIDEO L’amore senza età per il Como: il tifoso senior convince il poliziotto. E si lancia (piano) nella bolgia

Pensando al trionfo del Como che è riuscito nell’impresa di tornare in serie B, e all’entusiasmo dei tifosi che è dilagato in città, a chiunque vengono giustamente immagini come quella qui sotto.

Oppure altre del tutto simili, che abbiamo raccolto nell’articolo qui di seguito.

Video – Como in serie B: la squadra alla finestra, l’immenso abbraccio ai tifosi

Eppure, grazie al tempismo perfetto di un nostro grande amico, Enrico Monti, autore del video e degli scatti che vedrete tra poco, possiamo documentare un attimo identico nella sostanza, nella passione e nel calore, ma decisamente più romantico nella forma.

Nel momento clou dei festeggiamenti dei tifosi davanti allo stadio Sinigaglia, subito dopo la fine del match vittorioso contro l’Alessandria, un signore distinto ed elegante, con un incedere lento ma inflessibile, accompagnato dal fido bastone, si è avvicinato “pericolosamente” ai supporters in tumulto.

Inutile dire che il tutto è avvenuto sotto qualche sguardo un po’ perplesso, vista l’apparente incongruenza tra i due mondi separati giusto dal cordone delle forze dell’ordine.

Piccolo brivido ulteriore: un poliziotto si stacca dalla fila che separa l’uomo dal vulcano del tifo. Divisa da una parte, bastone e cappello dall’altra: i due parlottano. Vincono bastone e cappello, alla fine, e convincono l’agente ad aprire un varco (merito forse anche del cartellino al collo, un qualche lasciapassare, probabilmente, che un pizzico avrà anche aiutato; non per nulla molti riconoscono con certezza pressoché assoluta nella sagoma il grandissimo Livio Prada, ndr).

Qui sotto, vedete la sequenza video.

E quindi cosa accade? Ne nasce una piccola favola d’amore per il Como e per il calcio. Perché l’unico desiderio del tifoso senior, chiamiamolo così, era poter partecipare per qualche attimo alla bolgia biancoblu a pochi metri di distanza.

Qualche minuto, il tempo di assaggiare l’ebbrezza del trionfo assieme ai supportes più giovani e in estasi da fumogeno. Giusto scortato – a distanza, con grande signorilità – da due uomini della Croce Rossa.

Poi, soddisfatto di aver toccato di nuovo il cielo della vittoria con un dito – magari giusto allungando il bastone verso il biancoblu di sopra – il lento, ma entusiasta ritorno. Verso un luogo dove riassaporare quel tumulto di emozioni al rallenty, probabilmente.

Insomma, se non è amore questo, per il Como 1907, allora forse quel sentimento non esiste del tutto.

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