“Il sindaco Alessandro Rapinese dice che le mamme di Albate sono molto contente. Ecco, non è vero”. E’ il messaggio contenuto in un video realizzato con i genitori del quartiere. Le parole del sindaco nei giorni scorsi durante i vari dibattiti pubblici e sui media. Da ricordare, tra i tanti, l’assemblea pubblica organizzata dal comitato genitori contro la chiusura dei nidi Magnolia, in centro, e Coccinella, a Monte Olimpino (qui il racconto).

Il caso del nido di Albate è diverso, la struttura è chiusa per lavori. Giusto di recente il Pd: “Asilo di via Longhena chiuso di fretta a giugno ma i lavori non si vedono. Il Comune risponda alle famiglie”. Il sindaco Rapinese aveva poi spiegato che questo tipo di assegnazione dei lavori prevede come prima cosa la consegna dello stabile. Ma al di là dei tecnicismi burocratici quello che mamme e famiglie contestano è l’attribuzione di contentezza per il trasferimento dei bambini nella struttura di Rebbio.
“Ci hanno mandato via a luglio a tutti i costi, non abbiamo potuto fare nemmeno il centro estivo perché dovevano iniziare i lavori ma dopo otto mesi non è iniziato nulla”, dice una. “E’ stato un trasferimento forzato”, fa eco un’altra. “Trasferire i bimbi in un’unica struttura comporta un abbassamento della qualità del servizio, non c’è più uno spazio per la nanna e uno dedicato al gioco. Tutto si mischia, tutto è nella stessa stanza. Abbiamo visto che le brandine sono impilate a lato muri”.
E ancora: “Non posso più portare la bimba a piedi, devo prendere la macchina tutte le mattine perdo 40 minuti tutte le mattine”, “Le nonne che andavano a piedi a prendere i nipotini se non guidano devono prendere i mezzi”.