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Vita da cani: le aree per Fido sono pietose. Autodenuncia dei proprietari da Villa Olmo

All’inizio sembravano spariti, quasi in soggezione davanti all’erba perfetta e al profluvio di fiori. Poi, un po’ alla volta, si sono fatti coraggio e sono tornati. Loro, i fuorilegge dei cani senza guinzaglio, i profanatori del parco sul retro di Villa Olmo ci sono ancora.

Per anni, il loro è stato un po’ un segreto di Pulcinella, tutti sapevano ma facevano finta di non vedere e in pochissimi si lamentavano di quei gruppetti che si erano divisi equamente spazi e orari di un parco trascurato stile nobiltà decaduta. “Poi però i nostri amministratori ci hanno detto che avevamo bisogno di nuovi vialetti, di prati calpestabili (ma non dai cani, neanche al guinzaglio Ndr), di sedili da trascinare, di un orto botanico. Ma nessuno si è accorto che avevamo bisogno di un’area cani”, racconta F. mentre tira per l’ennesima volta la pallina. “Non ci piace venire qui – spiega una ragazza con un grosso cane intento a giocare con un piccoletto velocissimo– abbiamo paura delle multe e ci dispiace usare un parco appena rimesso a nuovo per farli correre. Ma che alternative abbiamo?”.

“I cani hanno bisogno di muoversi liberamente e di socializzare e non tutti possono permettersi di portarli in campagna, durante la settimana – aggiunge una signora con un levriero salvato dal mondo delle corse – Qui c’è spazio e cerchiamo di disturbare il meno possibile”. E di tenere pulito, perché (su questo sono tutti concordi), chi frequenta abitualmente il parco non lo lascia sporco “perché noi siamo qui tutti i giorni e lo vogliamo trovare pulito”.

E che nessuno osi nominare le (ben 10) aree cani presenti in città, talmente minuscole da essere più un Fight Club che un posto in cui socializzare e giocare: “In alcune non potrebbero giocare neanche due cani di taglia piccola, – spiega ancora F. – manca lo spazio per muoversi, è pericoloso, oltre che noioso per i cani”.

Nessuna alternativa valida all’illegalità, quindi. Eppure nel programma elettorale del sindaco Landriscina, nel capitolo dedicato alla “Città amica degli animali” si parlava di “miglioramento e aumento degli spazi protetti per i cani” ma ad oggi ancora niente. E anche il nuovo progetto dei giardini a lago, salvo modifiche, non prevede uno spazio per gli amici a quattro zampe.

“Nessuna città moderna ignora in questo modo le esigenze di chi ha un cane – dice B., cane al guinzaglio e passo svelto. (“Non va d’accordo con quel maschio laggiù. Ormai ci conosciamo tutti, tornerò più tardi”) – Eppure gli spazi per realizzare una o più aree cani ci sarebbero eccome!”. E dove? “Ai giardini della Stazione San Giovanni, ad esempio. Non li usa nessuno e c’è già tutto, illuminazione, panchine, fontanella. Basterebbe recintare – spiega – oppure qui dietro, dove c’è il parcheggio all’inizio di via Bellinzona. C’è un grande prato in pendenza inutilizzato: datecelo”. E le attuali aree cani? “A parte un paio, le altre sono un insulto all’intelligenza. Andrebbero eliminate senza pietà, tanto vengono usate solo come wc dagli esseri umani”. E nell’attesa che si realizzino i sogni (o che venga, almeno, rispettato il programma elettorale) cosa farete? “Continueremo a venire qui dietro, almeno fino alla bella stagione. Poi ci sarà troppa gente sui prati e dovremo inventarci qualcosa”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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