Avon Italia, la multinazionale americana che dal 2020 fa parte del gruppo brasiliano Natura & Co. lascia definitivamente la provincia di Como. Come noto, la società di vendita diretti di cosmetici Avon Products ha appena dichiarato bancarotta per risolvere le cause legate alla produzione di prodotti a base di talco, contenenti amianto cancerogeno. La holding statunitense, famosa per i suoi prodotti venduti porta a porta, è l’ultima azienda a presentare la procedura di insolvenza per questo motivo. La casa di bellezza, che ha venduto la sua attività nordamericana nel 2016, continua a rispondere per i debiti e le responsabilità legate al talco.
Tornando alle vicende comasche, la sede di Avon – che già era stata trasferita dal sito storico di Olgiate Comasco a quello di Turate 7 anni fa, dove operano 82 dipendenti – passa ora definitivamente in provincia di Varese, per la precisione a Gallarate.
Rispetto ai guai legali statunitensi, una lunga nota dell’azienda ha fatto chiarezza: “Poiché questo processo legale coinvolge solo la holding, le attività di Avon al di fuori degli Stati Uniti non fanno parte del procedimento e non ne risentiranno – aggiunge Avon Italia – ciò significa che non cambia nulla per i nostri clienti, dipendenti, consulenti e altri soggetti interessati nei nostri mercati. In Avon Italia continuiamo a portare avanti le nostre iniziative strategiche e a fornire ai clienti di tutto il mondo la stessa esperienza di bellezza personalizzata che conoscono e amano”.
“In merito alle passate questioni giuridiche pendenti sulla sicurezza dei prodotti Avon – precisa l’azienda italiana – le cause statunitensi riguardanti il talco che presumibilmente avrebbe contenuto delle tracce di polveri di amianto nei prodotti Avon, si riferiscono a prodotti venduti in quel mercato prima del 2016, anno in cui Avon Cosmetics, che opera internazionalmente ad eccezione degli Stati Uniti, fu rilevata dal gruppo brasiliano Natura e Co. In particolare, si tratta di prodotti “polvere per il corpo” vendute più di 40 anni fa. Sebbene questi prodotti avessero una formulazione diversa rispetto ai prodotti Avon odierni, riteniamo che le affermazioni sulla loro sicurezza siano del tutto prive di fondamento e la holding API, fino a oggi, si sta difendendo a tal riguardo in tribunale”.