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Economia

Svizzera, il viaggio casa-ufficio diventa orario di lavoro. Falanga (Uil): “In Italia si griderebbe al privilegio”

Dallo scorso primo gennaio, in Svizzera, i funzionari federali sono stati autorizzati a lavorare sul tragitto casa-ufficio. E il tempo impiegato in quel modo conta a tutti gli effetti come orario di lavoro (a patto di avere il benestare del capoufficio, però). Una piccola rivoluzione per circa 38.000 dipendenti pubblici svizzeri, che già fa discutere anche da questa parte del confine.

La Uil di Como, infatti, con una nota del segretario provinciale Vincenzo Falanga plaude all’iniziativa svizzera e lamenta il fatto che in Italia un simile provvedimento sarebbe accolto con un classico “ecco l’ennesimo privilegio”.

“A pochi km da noi, nella vicina Francia si valorizza il diritto alla “disconnessione” del dipendente, in Germania è stata avviata in alcuni settori la cosiddetta settimana corta, in tutta Europa si sviluppa un concetto di “flessibilità” positiva – sottolinea il sindacalista – mentre in casa nostra siamo ancora legati ai concetti di telelavoro e non riusciamo sviluppare in pieno il meccanismo delle ferie solidali che per esempio nel settore pubblico sono possibili solo in fattispecie molto limitate e delicate”.

“Ho immaginato per pochi minuti che la stessa norma approvata in Svizzera fosse applicata anche in Italia e non ho potuto non immaginare i commenti negativi che partendo dalla Politica nazionale avrebbero in pochi minuti contagiato l’intera Nazionale – sottolinea Falanga – Per questo, non posso far altro che elogiare in questo caso la capacità delle Organizzazioni Sindacali svizzere nel portare avanti questo grande progetto, ma allo stesso modo, non posso far altro che apprezzare la grande opportunità colta dal Governo nell’attuare un provvedimento di tale portata”.

“In Italia la nostra classe politica è ancora lontana dall’immaginare proposte di tale portata ma anche la società civile dovrebbe riflettere – conclude il segretario provinciale della Uil -poiché, sono convinto che se il provvedimento fosse stato applicato per come avverrà in Svizzera, per i dipendenti pubblici italiani si sarebbe urlato “ecco l’ennesimo privilegio”. Per questo spero che il 2020 sia un anno diverso da quelli affrontati sino ad oggi, dove ci sia una visione d’insieme del mondo del lavoro e si attivino gli investimenti necessari per ridare slancio ad un contesto che è fermo da oltre trent’anni”.

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5 Commenti

  1. In Italia i funzionari pubblici li beccano a dormire in ufficio, ci manca solo che gli paghiamo il tempo che impiegano per fare la spesa o i loro comodi fuori ufficio,certo che certi sindacalisti hanno un bel coraggio a difendere i fannulloni!

  2. Nessun qualunquismo, ma precisi riferimenti,basta scorrere la cronaca locale dell’ultimo anno e gli esempi non mancano.

  3. Il sindacato come i nostri politici di qualsiasi rappresentanza sono una “CASTA”
    Ci ricordiamo dei libri “LA CASTA” e “L’ALTRA CASTA” (quest’ultimo scritto da Liviadotti)?
    Ebbene entrambi sono “complici” di un sistema che ha mandato e sta continuando a mandare in “rovina” il nostro PAESE chiamato ITALIA
    Spiace per i giovani e anche per quelli della mia fascia d’età (60 anni) che si ritrovano a pagare gli SCEMPI dettati dalla FOLLIA di queste persone
    Purtroppo entrambi agiscono con la logica “maledetta” :
    “DIAMO IN CAMBIO DI”…..

    E a farne le spese sono sempre i lavoratori onesti che si trovano ad andare avanti con la logica dei DOVERI e pochi diritti
    Per quanto mi riguarda io sto lavorando nel settore privato dove a fine giornata mi viene chiesto di ultimare il mio lavoro senza che mi venga riconosciuto nemmeno il lavoro straordinario!!!
    Dopo 40 anni di lavoro!!!
    E il segretario della UIL ha il coraggio di parlare di queste cose con tutti i privilegi sempre ottenuti dal settore pubblico?
    E allora come non essere d’accordo con il pensiero del lettore che si firma “libero”?

    NON UMILIATE QUELLI MIA ETÀ
    NON UMILIATE I NOSTRI GIOVANI CHE SONO IL NOSTRO FUTURO

    ABBIATE PIÙ COSCIENZA E DIGNITÀ SEMPRE CHE QUESTE DUE ESPRESSIONI POSSANO SIGNIFICARE ANCORA QUALCOSA PER CERTI PERSONAGGI DELLA POLITICA E NON….

    Grazie

  4. Vorrei ricordare che in Confederazione si propone, per i fumatori, di timbrare il “cartellino” prima di recarsi nella zona dedicata al vizio.
    Beh, bando alle ciance, il nostro Paese ha illuminato la strada che gli altri stanno percorrendo con meno brio.
    Alcuni funzionari pubblici si sono “immolati“ per evitare che i colleghi si staccassero dal posto di lavoro passando il badge per tutti.
    Altri invece, non avendo a disposizione amici, mandavano i figli.
    Altri ancora che, pur di non pesare sull’amministrazione ed evitare di perdere del tempo prezioso, passavano la carta, ancora in mutande.
    Non è lo spaccato dell’Italia, pochi e impuniti son così, però questo è.

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