Per Lissi la questione è chiara: “Sul territorio di Como, come è noto, i lavoratori frontalieri sono numerosi. Per questo, anche in virtù del nuovo Accordo Italia-Svizzera, vorremmo proporre all’Amministrazione di prendere esempio da quanto fatto a Verbania e Varese, per creare un tavolo di lavoro e di confronto con i sindacati e tutti gli enti dei territori di frontiera, utile a orientare e informare lavoratori e aziende. Una mossa che rappresenterebbe un importante passo verso i frontalieri, grazie ai quali, nel 2023, il Comune di Como ha percepito 7.2 milioni di euro di ristorni”.
Conclude: “E sarebbe anche un modo per prendere consapevolmente le decisioni, consci dei bisogni degli stessi lavoratori Oltreconfine, penalizzati, a nostro avviso, anche dalla scelta di chiudere la scuola materna di Ponte Chiasso. Istituire una sede opportuna, in cui raccogliere le loro esigenze e le loro richieste ci sembra un’ottima idea per fare bene il nostro compito: quello di venire incontro ai nostri cittadini. A tal proposito, ho presentato un Ordine del giorno che discuteremo domani sera (nel consiglio comunale in programma domani, giovedì 21 dicembre, Ndr)”.