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Politica

Ats solo comasca. La profezia Butti ignorata nel 2015: “Hanno detto che ero bollito, ora mi danno ragione. Benvenuti nel club”

Nemo propheta in patria. C’è anche la prova documentale, un post Fb del 10 luglio 2015.

Lo ha recuperato, spolverato, e inchiodato nuovamente nel Social oggi il deputato di Fratelli d’Italia, Alessio Butti.

L’onorevole è chiaramente infastidito dal dibattito sul ritorno di Ats alla piena autonomia comasca (cioè senza sudditanza varesina).

Non per i contenuti, tutt’altro, ma per quelle parole, pronunciate nel 2015 che non ebbero seguito e che oggi diventano il leit-motiv bipartisan della politica locale.

Nonostante le proteste di Butti, la riforma sanitaria Maroni prese vita, con tutte le conseguenze (pre, intra e post Covid) che conosciamo. Su tutti, gli immensi problemi nella gestione territoriale dell’epidemia oltre al pasticcio del medio lago oggi tornato in Ats Insubria.

ATS SOLO COMASCA: QUI TUTTE LE CRONACHE

Dunque, al solito piuttosto salace, ecco Butti oggi tra tuono e saetta: “Leggo la stampa locale. ‘Basta sanità con Varese’, tuonano in molti, ora. Qui sotto riporto un post del 10 luglio 2015 (a riforma Maroni non ancora approvata)”.

Poi affonda, rivendicando la lungimiranza della visione, in effetti poi realizzatasi e non si può negarlo: “Quelli ‘intelligenti’, ma un po’ lenti, mi definirono ‘retrogrado e bollito'”. E chissà a chi si riferisce (qualche sospetto lo abbiamo).

Aggiunge il deputato”Ne scrissi altri di questo tipo (post, Ndr), partecipai a convegni e riunioni, anche con Maroni e Rizzi, ribadendo la mia opinione, a volte in contrasto anche con l’allora assessore regionale di FDI, sulla necessità di potenziare la medicina territoriale, sull’opportunità di limitare il super assessorato al welfare, sull’anacronistica struttura delle nuove ATS e sulle loro nuove funzioni, sulla follia di umiliare la provincia di Como rendendola feudo dell’Impero varesino. Tutto scritto, tutto dichiarato, tutto provato”.

Quindi il gran finale: “L’ultimo post pubblicato su questa pagina, e ripreso da tutta la stampa locale, è datato 21 aprile 2020, piena emergenza Covid. Anche in quel caso i sapientoni rimasero infastiditi dalle mie non nuove parole. 5 anni di ritardo mostrano riflessi molto lenti, ma – ancora una volta – evito polemiche dirette e politiche sui tempi di reazione e sul ritardo di consapevolezza. A me non interessa nulla del ventilato “rimpasto di Giunta regionale”, lo affronteremo in altra sede, a me interessa che ORA i profili COMPETENTI, per materia e funzione, del territorio si autoconvochino ascoltando TUTTI i portatori di interesse e insieme redigano proposte IMMEDIATE di riforma. Io ci sono stato, ci sono e ci sarò…pur bollito?”.

SANITÀ E COVID. BENVENUTI, SEPPURE IN RITARDO DI 5 ANNI, NEL CLUB DEI BOLLITILeggo la stampa locale. “BASTA SANITÀ CON…

Pubblicato da Ale Butti su Venerdì 5 giugno 2020

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4 Commenti

  1. A parte il fatto che Butti nel suo post del 2015 non ha “profetizzato” nulla ma ha solo esposto le sue idee sulla nuova sanità lombarda, a quei tempi probabilmente almeno il 70% dei cittadini del territorio comasco aveva la sua stessa (negativa) opinione riguardo alla idea dell’accorpamento.
    La legge regionale fu votata dal centrodestra compatto e anche i rappresentanti di FdI fecero diligentemente la loro parte di “soldatini”.
    La domanda a questo punto sorge spontanea: cosa ci fa ancora Butti in compagnia dei camerati meloniani ???

  2. Quindi se non era d’accordo e la riforma è passata lo stesso , mi domando quanto conti il sig. Butti. Ricordo consiglieri del suo partito eletti sul lago convincere i sindaci del lago sulla bontà di andare a Sondrio 130 km invece che a Como 22 km.

  3. E’ un mistero. I Consiglieri leghisti eletti a Como, i Consiglieri regionali del partito del Senatore Butti, il Presidente del Consiglio Fermi erano nella maggioranza con Maroni o no? Non capisco. Erano tutti contrari all’incorporazione dell’AST di Como in quella di Varese e hanno votato contro, o no?? Mah…..C’è solo un’alternativa. Si sono opposti e hanno votato contro l’incorporazione; oppure, cosa assai probabile, indipendentemente da ciò che pensavano, hanno votato quello che Maroni e gli altri varesotti gli hanno suggerito di votare.
    Il Senatore non era in Consiglio regionale e non era, in ogni caso, d’accordo, A dire il vero neppure io ero in Consiglio Regionale e non ero d’accordo……. ma chissenefrega! L’incorporazione è passata perchè la voluta la maggioranza di centro destra.

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