Dopo la pausa estiva inevitabile debutto sul tema scuole questa sera su Etv alla ripresa del consueto appuntamento del venerdì con il sindaco di Como, Alessandro Rapinese (qui la puntata integrale).
Incalzato dalla giornalista Anna Campaniello il primo cittadino è subito tornato sulla vicenda delle scuole Corridoni e Venini. La prima da chiudere per farne un autosilo e la seconda destinata a ospitare (per quanto in un primo tempo dovesse farlo la Foscolo di via Borgovico) gli studenti della seconda.

Come ben si sa l’anno scolastico è iniziato il primo settembre e le lezioni partiranno lunedì 14 mentre il giorno dopo, il 15, il Consiglio di Stato sarà chiamato a esprimersi sul ricorso che si oppone alla chiusura dell’istituto. Nel mezzo è annunciata la partecipazione del sottosegretario all’Istruzione, Paola Frassinetti, e del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Como (ex Provveditorato), Imerio Chiappa all’avvio delle lezioni alla Corridoni (qui i dettagli).
“L’anno scolastico a Como si apre in un clima che non è sereno per tante famiglie – sottolinea la conduttrice – c’è ancora incertezza. Non si poteva evitare di arrivare a questa tensione? Era proprio necessaria tutta questa pressione sulla scuola Corridoni?”.

Risponde Rapinese: “E’ da ottobre 2025 che i deputati organi democratici hanno deciso che quella scuola andava chiusa: Comune, Provincia e Regione hanno approvato la delibera che da allora era valida. Non abbiamo avuto notizie dalla scuola e infatti il Consiglio di Istituto si è dimostrato impegnato solo in cosa? Nel ricorrere contro una legge, ma quella legge era valida. Non si sono mai posti la questione, appena la questione è stata posta noi abbiamo iniziato a correre a duemila all’ora. Si tenga presente che nella richiesta di sospensiva al Tar vince il Comune, al Tar vince il Comune, nella richiesta di sospensiva al Consiglio di Stato vince il Comune. Poi improvvisamente in una causa, che nel diritto amministrativo viene incardinata su alcuni temi che non possono essere rinnovati in corso di causa, che evidentemente sentivano persa, iniziano a parlare di un tema diverso che ha fatto preoccupare il giudice, cioè la sicurezza. Io, per i miei canali, ho affermato a più riprese il fatto che la scuola di via Fiume è molto più sicura della scuola di via Sinigaglia. E’ incredibile che la dottoressa Miccolis (dirigente dell’istituto Comprensivo Borgovico, Ndr) non lo sappia, che non lo sappia Molteni (presidente del Consiglio di istituto, Ndr), che non lo sappia il responsabile della sicurezza: è lo stesso per entrambe le scuole. Mentre per via Fiume dice quattro cose, le tende eccetera, ricordo cosa ha scritto nel settembre 2022 lo stesso responsabile per la sicurezza per la Corridoni”.

Rapinese qui legge un rapporto Rspp, appunto del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione che parla di “crepe e fessurazioni aumentate” (“è un crescendo”, sottolinea il sindaco), di pavimentazione interna che mostra “lievi segni di cedimento in numerosi punti” (“già c’è la statica compromessa”, aggiunge). E ancora legge: “Diversi pilastri portanti in esterno mostrano segni di corrosione e ammaloramento”.
Campaniello chiede perché il documento del 2022 emerga solo ora. “Il documento esce perché noi la scuola l’abbiamo chiusa, non abbiamo mai parlato di questa sicurezza, facevamo i monitoraggi, arriviamo a giugno e via, andare. Loro non hanno mai parlato di sicurezza, non hanno mai detto che le scuole che avevamo indicato non erano sicure. Quindi dal punto di vista processuale anche la difesa non è mai stata questa. Nel momento ultimo, evidentemente per impressionare il giudice parlano di sicurezza di via Fiume. Al ministro e al viceministro chiedo una cortesia, già che andate all’inaugurazione di via Sinigaglia, andate anche a vedere le fondamenta sotto? Io ho foto che ho prodotto al giudice che le vedrà il 15 perché noi fino a quel momento non abbiamo parlato di sicurezza, facevamo i monitoraggi e accompagnavamo la chiusura. Tant’è che questi monitoraggi scritti dal responsabile della sicurezza erano uno dei motivi, ma abbiamo detto: accompagniamo la chiusura e fine. La causa sembrava vinta, fine. In ultima analisi per cercare il colpo di coda dal punto di vista giuridico, questi cosa fanno? La sicurezza, la via Fiume che crolla. Eh, no, bello, il certificato statico in via Fiume lo abbiamo, mancava qualche tenda? Un’aula che oggi è imbiancata meglio di casa mia. Questi documenti sono agli atti e lo abbiamo spiegato bene al giudice che ha altri documenti”.

La giornalista poi chiede a quale inaugurazione delle lezioni parteciperà lunedì il sindaco. “Vado in via Fiume”, risponde. “Non sarà in via Corridoni insieme con il sottosegretario?”, chiede la Campaniello. “Primo non vado dove non vengo invitato – replica Rapinese – di solito con tutti i sindaci succedeva che ci si sentisse col provveditore che chiamava il sindaco e chiedeva: dove andiamo? Quest’anno il provveditore, strano, non mi ha proprio chiamato. Non va con il proprietario degli immobili, il primo cittadino, va con il sottosegretario il cui ministro, senza sapere come fossero le travi portanti, ha detto: la scuola di via Fiume non è sicura e questa sì. Al di là delle polemiche stiamo parlando di sicurezza e sulla sicurezza non si gioca”.
