Serata di voti in libera uscita dalla lista Rapinese Sindaco, quella di ieri, a Palazzo Cernezzi. In due occasoni distinte e su argomenti molto differenti, infatti, due esponenti della maggioranza – maggioranza che negli ultimi mesi ha visto gli addii di Paola Tocchetti e Paola Ceriello, confluite in Forza Italia – hanno votato in difformità dal gruppo. Cosa più o meno normale in molti partiti (tanto che la stessa Ceriello, ieri, si è astenuta sulla messa a gara del centro sportivo di Sagnino oggi gestito da Csu) ma decisamente anomala tra le fila ‘bulgare’ della lista del sindaco.
Come accennato, un primo pacchetto di votazioni ha riguardato la decisione della giunta di affidare ai privati la gestione della piscina Sinigaglia e del centro sportivo di Sagnino. Scelta contestata dall’opposizione e in particolare dagli interventi dei consiglieri Stefano Legnani e Patrizia Lissi per il Pd, di Giordano Molteni per i forzisti e di Vittorio Nessi per Svolta Civica. Quest’ultimo, in particolare, ha bocciato i piani economico-finanziari alla base della messa a gara (“Non sono sostenibili e sono superati, visto che manca l’indicazione di tariffe certe e considerando gli aumenti dell’energia e i contributi comunali che oggi vengono versati per far quadrare i conti”, in sintesi).
Nello specifico, in relazione alla messa a gara della piscina, Nessi ha poi presentato un ordine del giorno alla delibera in cui si chiedeva che “le tariffe, che saranno comunque approvate dalla giunta, non siano superiori alle attuali e gli orari di apertura non siano inferiori, perché non vogliamo diventi una speculazione in danno della città“.
Rapinese ha ribattuto dichiarando contrarietà totale all’Odg e ricorrendo anche a un bizzarro parallelo: “Di solito non vado in un ristorante perché costa poco, mi interessa il servizio e stiamo parlando di ampliamento del servizio (da cui discenderanno le future tariffe, ndr)”. Lissi ha replicato che “lei può permetterselo col suo stipendio, ma noi dobbiamo fare in modo che si paghi una tariffa giusta”.
A questo punto, ecco il voto con sorpresa: mentre tutta la lista Rapinese Sindaco ha votato contro l’ordine del giorno di Nessi anti-speculazione, come da indicazione del ‘capo’, l’opposizione ha votato a favore. E dalla maggioranza si è associata ai gruppi di minoranza anche la consigliera Cecilia Casella. Non è mancato un attimo di stupore da parte del primo cittadino, come pare di udire nitidamente dall’audio registrato in diretta in aula. Rapinese infatti sembra esclamare: “Ceci!”, quasi a richiamare Cecilia Casella all’ordine non appena il suo nome è apparso sul tabellone assieme a quelli dell’opposizione. Ma il voto non è cambiato e Casella ha sostenuto l’Odg, comunque bocciato. Da segnalare, infine, che Casella ha poi votato a favore della delibera finale sulla privatizzazione della Sinigaglia (così come sul centro di Sagnino). Qui sotto, il video del momento.
Ma la serata dei voti in libera uscita non era ancora finita. A fine consiglio, infatti, si è discussa la mozione presentata dall’esponente di Fratelli d’Italia Lorenzo Cantaluppi per dedicare un luogo della città ad Alida Valli, gradissima attrice che studiò anche a Como, dove si trasferì all’età di 8 anni e dove trascorse alcuni anni della sua giovinezza, prima di diventare una star internazionale.
Rapinese anche in questo caso ha alzato un muro, riducendo la vicenda a questo: “Grande professionista nel suo settore, ma temo che se oggi dovessimo intitolare tutti i luoghi di cui le persone si sono innamorate, dovremmo dedicare ogni metro quadro della città alle star che oggi sono in giro per il mondo a magnificare Como. Non voglio sminuire l’importanza di Alida Valli, nulla di personale, ma non avverto l’esigenza: concedere tale onore deve essere attentamente valutato e, dopo averlo fatto, il parere non può che essere negativo”.

Ma alla fine, anche in questo caso, la sorpresa si è avuta al momento di pigiare i bottoni: mentre la lista Rapinese Sindaco ha votato contro la proposta, tra le fila delle minoranze che hanno votato a favore è spuntato anche il nome di Milo Casati che già in altre occasioni si era discostato dalla linea del gruppo rapinesiano e addirittura, sotto Natale, sembrava pronto a lasciare la compagine del primo cittadino.