Nell’attesa che i giovani crescano – e nel pieno delle turbolenze canturine – è il vecchio (politicamente) Enrico Cenetiempo che da mesi mantiene il gruppo consiliare di Forza Italia nel dibattito politico cittadino. E, come in altre occasioni, anche in questo caso lo fa con frasi forti e destinate senza dubbio a far discutere e a creare qualche grattacapo nella maggioranza di Palazzo Cernezzi.
Tema principale, la situazione sotto l’ex chiesa di San Francesco, dove da tempo – a due passi dal centro storico e dal Tribunale – la notte dormono decine di senzatetto italiani e stranieri e migranti in arrivo a Como. Le polemiche sulla situazione si sono sprecate, ma nelle ultime ore un fatto nuovo e grave ha riacceso i riflettori: il lancio di uova contro le persone sotto il portico. Nell’ottica di Cenetiempo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
“Ora basta – sbotta il consigliere di Forza Italia – la situazione a San Francesco non può più in alcun modo proseguire così. E lo dico guardando alla questione sotto tutti gli aspetti: arrabbiato verso gli incivili che hanno tirato le uova, dispiaciuto per chi è costretto a dormire per terra ogni notte e infine ben conscio che chi lavora e vive nella zona è esasperato dalla situazione. Per tutti questi motivi dico che è ora che si ponga fine a ciò che accade ogni notte sotto quei portici, abbiamo aspettato fin troppo”.
Il consigliere comunale forzista propone per la prima volta pubblicamente una doppia soluzione, senza dubbio dai toni forti: “L’accesso a San Francesco, quando lo spazio espositivo è chiuso, va reso inaccessibile. Si metta un cancello, una grata, una qualsiasi barriera che ottenga il via libera della Soprintendenza ma quell’area non può più essere un dormitorio notturno. E contemporaneamente – aggiunge Cenetiempo – si trovi una sistemazione degna per le persone che ora dormono lì: nelle parrocchie, al Seminario che mi risulta praticamente vuoto, nei locali dell’emergenza freddo o persino nel centro di via Regina, che per questa funzione potrebbe restare aperto nonostante gli annunci della Lega”.
“Il sottosegretario Molteni ha detto che lo chiuderà comunque entro fine anno? Non mi interessa – ribatte il forzista – Bisogna andare oltre annunci e slogan: se quel centro può avere una funzione per un migliore controllo e una migliore gestione dei migranti, oltre che per garantire loro una sistemazione più decorosa, rimanga in funzione. Ricordiamoci che, anche se se ne parla meno, anche sotto il portico della Basilica del Crocifisso ogni notte dormono migranti e senzatetto. E non va bene”.
Il mirino di Cenetiempo mette al centro sia la giunta – e in particolare l’assessore al Decoro, Alessandra Locatelli, e il sindaco Mario Landriscina – sia il comandante dei vigili, Donatello Ghezzo.
“Dopo un anno e mezzo di annunci e qualche provvedimento spot, della famosa ordinanza su questuanti e sicurezza non si sa più nulla. Stesso discorso per il nuovo regolamento della polizia locale: dov’è finito? Vorrei saperlo, tutti vorremmo saperlo visto che il centro di Como è davvero pieno di mendicanti e questuanti – prosegue Cenetiempo – Mi chiedo anche cosa faccia il comandante dei vigili. Anzi rivolgo a lui un (chiaramente ironico, ndr) plauso: d’altronde l’elemosina è stata contrastata con successo, gli acquisti dei nuovi mezzi sono stati utilissimi, i controlli su venditori abusivi e commercio sono implacabili ed efficaci. O mi sbaglio?”. Chiara la vena polemica e acidamente sarcastica dell’interrogativo.
Poi, la chiosa finale.

“Dopo quasi un anno e mezzo di mandato – chiude Cenetiempo – la macchina del Comune, soprattutto sui temi appena annunciati, sembra inceppata. Ora apprendo che il sindaco ha pure trasformato la sua lista civica in un’associazione. Bene, ne sono lieto. Mi auguro che sia un mezzo utile per cambiare passo, finalmente, e cominciare sul serio a rispondere alle esigenze dei cittadini”.