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Politica, Punti di vista

Cesareo, Cosenza e Franchini, serata Dem con il sindaco di Varese Galimberti. C’è un candidato tra loro?

In una fase difficile come questa anche la pura (quasi pura) suggestione va bene.

A Como si vota in primavera e le coalizioni tradizionali veleggiano in mari apertissimi a caccia del candidato sindaco 2022.

E’ vero che Fratelli d’Italia all’interno della coalizione di centrodestra ha lanciato il nome di Stefano Molinari ma (come spiegavamo qui) si tratta di una mossa tattico-strategica dai significati aperti che attende la contromossa degli alleati.

Da aggiungere che il primo cittadino uscente, Mario Landriscina (nonostante i Fratelli e Forza Italia abbiano già abbassato la saracinesca e la Lega non sia schierata unanimemente a favore) non ha ancora detto se si ricandiderà, che farà e con chi.

Chi se la ghigna, e a ragione, è l’unico concorrente certo allo scranno più alto del Cernezzi: Alessandro Rapinese che è a campagna elettorale avviata, presidia il territorio e ha già fatto partire la presentazione ufficiale dei nomi nella sua lista.

Se la ghigna perché se Atene piange Sparta certo non ride. Il centrosinistra è, almeno apparentemente, al palo. Sfilatisi Mauro Guerra e Paolo De Santis, grossissimi calibri, la coalizione ha dovuto ricominciare più o meno da capo. C’è il nome, ben quotato, dell’ex deputata e ex segretaria Cisl, Adria Bartolich che da mesi entra nei dibattiti interni e che lasciò sospeso, poco tempo fa su queste pagine, un “Non ho ancora accettato“. Sempre che la decisione dipenda davvero, e solo e soltanto, da un suo sciogliere la riserva. Non lo sappiamo.

Così in nome del verbo e delle volontà del segretario Letta anche il Pd di Como ha organizzato le Agorà Democratiche. Appuntamento giovedì 25 novembre alle 21 in Cna a Como.

Titolo a maglie estremamente larghe (di quelli dove puoi far passare tutto, dalla Ticosa alla sagra del tordo di quartiere) “La città che vogliamo” poi iconcina sognante di una mongolfiera (occhio che l’ultima mongolfiera in città si è schiantata contro il Tempio Voltiano). Poi a capo con un generico “Como: sogni, visioni, progetti realtà”.

Sono le righe successive invece a rendere saporito il piatto. Già perché, reduce dai fasti delle ultime amministrative dove si è confermato sindaco della (fu) leghistissima Varese, arriva Davide Galimberti. Arriva, insomma, quel centrosinistra di Pd, civiche e M5s che ce la fa e, appunto, ce la fa dove un tempo dominavano i nipoti di Alberto da Giussano e il primo cittadino era l’attuale presidente regionale Fontana.

Sicuramente potrà, se non insegnare, quantomeno suggerire il come-si-fa.

Serata introdotta dal capogruppo Pd in Comune, Stefano Fanetti e presieduta da Daniele Valsecchi della segreteria cittadina.

Poi i relatori. Attenzione.

Giuseppe Cosenza, già superdirigente provinciale e comunale, nome ventilato nel corso dei mesi e visto nel degli anni un po’ dappertutto (ha partecipato a eventi di Fratelli d’Italia come a incontri di Civitas e pure alla “scuola” per amministratori di Officina Como a Firma Paolo de Santis) ma sempre super partes.

Poi Ado Franchini, architetto della Lista Civitas, altro nome. Altro possibile candidato molto gradito all’interno del movimento di Bruno Magatti.

E poi? E poi la ex consigliera comunale e vicesegretaria Dem, Andrée Cesareo.

Eh, già: “Quel profilo che…”.

Avvocato, giovane ma di lunga esperienza politica. E donna, elemento che ha un peso specifico, assoluto e sociale, ma anche politico e determinante nel partito a Guida Letta che da tempo invoca un’apertura sempre più ampia alle donne.

Hai visto mai? Soluzione interessante per la coalizione. Cesareo è una democratica moderata ma non lontana dalla sinistra, capace di mediazione e aggregazione. Comunque la si pensi negli anni in Consiglio ha dimostrato visione, astuzia e tenuta di nervi (a differenza di molti colleghi e colleghe).

Quindi? Niente, ovvio: lo scopriremo solo vivendo.

3 Commenti

  1. L’aspetto interessante è che dei quattro relatori due sono architetti. L’idea che la futura Como debba partire dall’urbanistica e dalla sostenibilità ambientale, è sicuramente vincente. Speriamo siano i temi trainanti della campagna elettorale che inizia dal crepuscolo di un’Amministrazione di centrodestra che si è distinta per l’assoluta mancanza di progettualità e di visione futura della città.
    Per il resto è meglio non pronunciarsi. L’Avvocato Cesareo e gli architetti Cosenza e Franchini sono persone di grande valore ma allo stato attuale è assai improbabile che le diverse anime del PD cittadino e la sua zavorra Movimento 5Stelle, abbiano un candidato disponibile e, soprattutto, condiviso. Fortunatamente per loro il centrodestra sembra ancora più confuso. Alla fine, uscirà qualche nome su cui convergeranno i moderati dei due schieramenti. Uscirà ancora dalla società civile ma, a differenza di quella che candidò Landriscina, trascinerà i partiti e non sarà trascinata da essi. Forse ha ragione Renzi con il suo nuovo centro. Sicuramente avevano ragione Mosca e Pareto e più recentemente lo statunitense Harold Lasswell: per comprendere dove andrà la politica, bisogna seguire gli orientamenti dell’élite. Alla fine, soprattutto a Como, l’ultima parola è fortunatamente sempre la loro.

  2. Finalmente il PD ha scelto di presentare un nome che può tenere insieme tutti, riconosciuto per la sua professionalità a livello internazionale e che non fa storcere il naso ai salotti buoni e nemmeno alle realtà di base.

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