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Como centro, incubo maranza: “Finché si promettono tende, elicotteri e asini che sputano fuoco senza fare nulla…”

Dopo l’ennesimo sabato sera ad altissima tensione nella zona tra piazza Volta e via Garibaldi, con i residenti esasperati, il Pd interviene con una lunga nota. La pubblichiamo di seguito.

Gli episodi avvenuti in piazza Volta questo fine settimana ci confermano che bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di affrontare il problema della sicurezza. Certo non ne veniamo a una se continuiamo a far leva sulla paura dell’altro, dello straniero, dei giovani, o se di contro neghiamo che ci siano problemi da affrontare immediatamente. Né se promettiamo tende, elicotteri e asini che sputano fuoco ma poi non facciamo assolutamente nulla. Né, ancora, se usiamo i numeri a nostro favore, come il sottosegretario leghista che annuncia nuovi arrivi di forze dell’ordine senza ricordare quanti operatori, nello stesso periodo, cessano il servizio. Così si offre ai cittadini una rappresentazione parziale della situazione, con la cittadinanza che pensa che i numeri di forze dell’ordine possano sempre essere in aumento. Sappiamo proprio da questo governo che così non è.

Qui occorre considerare due macro-questioni. Da una parte, pare che la Polizia Locale fosse presente nella prima parte della serata, rimasta infatti più tranquilla, mentre controllavano che i bar rispettassero i nuovi spazi dei tavolini. E questo ci dice che la presenza delle forze dell’ordine è un deterrente che sarebbe meglio estendere. Non tanto in numero, ma come permanenza, tra Carabinieri, Polizia e PL.

Dall’altra, una città che concentra tutta la socialità giovanile in una sola piazza produce con grande probabilità tensioni. Servono spazi, iniziative e luoghi diversi, non per tenere occupati i ragazzi ma per offrire opportunità reali di aggregazione. Se in città c’è un solo luogo per ammassarsi, le tensioni diventano più probabili. In aggiunta, ridurre i dehors senza ripensare la gestione della piazza significa anche eliminare parte di quel presidio spontaneo costituito dai locali, vuoi perché hanno un servizio di sicurezza, vuoi perché sono interessati a non far infastidire i loro clienti, o ancora perché portano occhi che vedono e disincentivano atti antisociali. Ora che lo spazio in piazza è stato levato ai tavolini, gli atti ostili si sono spostati dalle vie laterali alla piazza, dove sono un problema più esteso.

Qui, se bisogna mettere mano davvero al problema della sicurezza, bisogna farlo in maniera incrociata. Occorre investire seriamente nelle politiche giovanili; attualmente quelle di Como sono di fatto esternalizzate ai comuni di cintura. E mi pare che più svilente di così per un capoluogo di provincia non possa essere.

Quindi, intanto organizzare occasioni di socialità diverse dall’ammassarsi in piazza volta, poi presenza di forze dell’ordine più a lungo negli hot spots, illuminazione “a giorno” nelle vie e vicoli più delicati. Poi, consentiamo finalmente alla Polizia Locale di accedere al Sistema d’Indagine (SDI) delle forze dell’ordine, così da migliorare lo scambio di informazioni con le altre forze dell’ordine.

È veramente urgente, però, dismettere una retorica da guerra e mettersi a parlare di misure utili e passi fondamentali da compiere. Più presenza nei luoghi sensibili, politiche giovanili vere, una migliore progettazione degli spazi urbani e strumenti operativi adeguati alla Polizia Locale sono interventi concreti. Tutto il resto sono slogan.

Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale

Alessandro Rossi, segretario circolo PD Como Convalle

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