RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità, Politica

Como, elezioni 2027: “Il nuovo sindaco? Noi non cerchiamo un re o uno sceriffo”

“Questa città si è progressivamente sfilacciata. Il sindaco ha creato diseguaglianze e veri e propri strappi tra il centro e gli altri quartieri. Niente di più sbagliato”. Non usa giri di parole la segretaria provinciale del Pd, Carla Gaini, nel commentare quanto è stato fatto da Alessandro Rapinese durante il mandato in corso.

E proprio in vista della lunga – ma non troppo – cavalcata verso le nuove elezioni previste nel 2027, l’esponente Dem affronta il tema dei temi: chi dovrà essere e quali caratteristiche dovrà avere il prossimo sindaco di Como.

“Obiettivo principale è creare una valida alternativa perché quanto fatto da Rapinese è sotto gli occhi di tutti e non solo non basta a strappare una stiracchiata sufficienza ma è gravemente insufficiente”, esordisce la segretaria.

Superfluo chiedere degli esempi di questo malgoverno perché Carla Gaiani ha una lista decisamente lunga: “Partendo da uno degli ultimi provvedimenti, non si può non citare l’incredibile rivoluzione dei parcheggi – spiega – una decisione unilaterale che ha aumentato il costo dei posti auto senza offrire alternative valide. Una scelta assolutamente discutibile, in una città sempre più a vocazione turistica e ora anche meta di molti sportivi visto il successo del Como 1907 capace di attrarre sempre più appassionati. Se può magari anche essere giusto correggere alcune tariffe, specie in zone delicate della città, non ha senso non pensare a tutto il resto del territorio. A dare altre opportunità. Il solito comportamento a senso unico del sindaco, privo di dialogo e apertura al confronto”.

Ma ciò che proprio non può mancare ma che anzi dovrà contraddistinguere il prossimo sindaco di Como è “la visione di come dovrà essere la città nei prossimi anni. Sarà necessario ragionare su dove si vuole vedere andare Como, da qui a 10 anni. Se si dovrà continuare a spingere, ad esempio, sulla vocazione turistica o si dovrà invece pensare anche ad altro. Su come posizionarsi nei confronti di Milano e del confine svizzero sempre più impattante in ambito economico. Insomma, ci si dovrà guardare intorno per il bene della città e dei cittadini”, argomenta Gaiani.

Per poi inevitabilmente arrivare a guardare in casa propria, ovvero a Palazzo Cernezzi. “La figura che stiamo cercando non è certo quella di un re che si aggira per gli uffici del suo regno. Ma una persona che vive a contatto e non contro chi in Comune ci lavora. L’attuale sindaco si muove sempre come se dovesse andare contro qualcuno. Contro i suoi dipendenti, contro le associazioni, contro le società sportive. Insomma, sta lacerando un lavoro e dei rapporti consolidati nel tempo”, spiega la segretaria che, dopo aver fatto questa riflessione ad ampio raggio, torna a sottolineare un concetto.

“In questi anni e con questo sindaco che sembra voler solo imporre il proprio pensiero si è assistito a un totale distaccamento dei quartieri. Si è interrotto bruscamente il dialogo con chi vive fuori dal centro e con la società nel complesso. E questo è un atteggiamento innanzitutto sbagliato per chi amministra ma poi anche molto rischioso. Specialmente per chi poi dovrà, nominato sindaco, ricucire i rapporti interrotti negli anni”, spiega Carla Gaiani.

Altrettanto problematico ma cruciale è poi riuscire a creare un contatto tra amministrazione e cittadinanza: “Elemento qualificante per un sindaco. Penso allo stadio. Tutto è stato portato avanti ignorando le istanze in arrivo dall’esterno. Noi siamo favorevolissimi a fare un nuovo impianto ma si tratta di un’operazione che va governata e non lasciata in mano alla società di calcio che ovviamente ha una propria visione. È il sindaco a dover far coesistere gli interessi dei comaschi e della città con quelli, legittimi, di chi investe. Tutto ciò non sta avvenendo ma dovrà accadere quando il sindaco cambierà”.

E dunque per trovare il profilo giusto “come Pd siamo al lavoro già da mesi. L’intento è quello di creare innanzitutto una sorta di manifesto programmatico con 3 o 4 macro-argomenti da sottoporre alla città, che siano in opposizione e mostrino il disastro compiuto da Rapinese”, dice Gaiani.

In conclusione “stiamo ascoltando e ci stiamo confrontando con svariate personalità per trovare una persona che abbia una visione della città nel suo complesso e che sia in grado di darle un’identità ben connotata. No agli sceriffi, sì a uomini di dialogo”.

L’articolo che hai appena letto è uscito su ComoZero periodico in distribuzione dal 13 febbraio scorso:

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo