In una nota diffusa in queste ore Fratelli d’Italia sul fronte nidi a Como e più un generale a proposito delle scelte amministrative Como accusa: “Privatizzazione mascherata degli asili nido e arretramento dello stato sociale. Più tasse, più multe, meno servizi”. Il 21 febbraio scorso la giunta del sindaco Alessandro Rapinese con una specifica delibera ha ribadito lo stop definitivo al Magnolia e contestualmente ha aperto interamente gli asili nido comunali ai privati (qui tutti i dettagli). Ecco quanto scrivono:
Fratelli d’Italia denuncia il pericoloso arretramento dello stato sociale operato dall’amministrazione Rapinese con la progressiva privatizzazione degli asili nido comunali. La transizione da un modello pubblico a uno con forte coinvolgimento del privato rappresenta un vero e proprio ridimensionamento del welfare, con conseguenze negative soprattutto per le fasce più deboli della popolazione.
Dal prossimo anno, 141 posti nei nidi comunali passeranno sotto la gestione di enti del Terzo Settore, ai quali se ne aggiungeranno altri 180 in futuro. Il risultato? Il Comune dimezza il costo medio per bambino, passando da 16.000 a 8.000 euro, ma a quale prezzo? La privatizzazione non porta alcun beneficio alle famiglie: né una riduzione delle tariffe per gli utenti, né un miglioramento del servizio. Al contrario, il risparmio deriva esclusivamente dal taglio del personale educativo, che verrà gestito da cooperative con contratti più precari e stipendi più bassi, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell’offerta educativa.
Un piano di privatizzazione senza ritorno. Il Comune ha dichiarato che la gestione diretta dei nidi rimarrà solo fino all’esaurimento del personale in servizio, senza nuove assunzioni. Questo significa che, con il tempo, la gestione pubblica sparirà del tutto, lasciando le famiglie senza alternative. Frasi come “coinvolgimento degli ETS” o “concessione di beni con affidamento ad ETS” indicano chiaramente che il Comune sta cedendo la gestione di un servizio pubblico senza prevedere alcun ritorno alla gestione comunale. Il tutto avviene senza alcun coinvolgimento dei cittadini e senza un piano concreto su come garantire la qualità del servizio negli anni futuri.
Non siamo contro il privato, ma i tagli devono riguardare le spese improduttive. Come Fratelli d’Italia non siamo ideologicamente contrari a un rapporto tra pubblico e privato, ma riteniamo che le scelte amministrative debbano essere fatte con criterio e nell’interesse dei cittadini. Se davvero l’obiettivo è razionalizzare la spesa, perché non tagliare le spese improduttive invece di sacrificare servizi essenziali come gli asili nido e la scolarizzazione? Un’amministrazione con le idee chiare reinvestirebbe i risparmi ottenuti per migliorare i servizi e abbassare le tariffe, esattamente come sta facendo – tra mille difficoltà – il Governo di Giorgia Meloni, che lavora per ridurre il carico fiscale e garantire più sostegno alle famiglie. A Como, invece, si taglia lo stato sociale e si aumentano tariffe, tasse e multe, senza dare nulla in cambio ai cittadini.
Più tasse, più multe, meno servizi: i comaschi sono sempre più vessati
Oltre alla privatizzazione mascherata degli asili nido, questa amministrazione ha già dimostrato di non avere alcuna strategia per migliorare la qualità della vita dei comaschi:
- Aumento delle tariffe dei parcheggi, senza ancora una tariffa agevolata per i residenti.
- Taglio drastico dei contributi alle società sportive, che svolgono un ruolo fondamentale per i giovani e le famiglie.
- Installazione di nuovi autovelox.
- Burocrazia sempre più soffocante, con procedure inutilmente complesse per accedere ai servizi comunali.
Fratelli d’Italia chiede trasparenza e risposte: dove finiscono i soldi risparmiati se i cittadini continuano a pagare di più e ricevere meno? Como merita un’amministrazione capace di investire nel futuro della città, non una giunta che smantella i servizi essenziali per “fare cassetta”.
Paola Conti, responsabile del Dipartimento Istruzione di FdI
Mariarosaria Sgambelluri, responsabile del Dipartimento Famiglia di FdI