Il ritorno in consiglio comunale dell’ex candidato sindaco del centrodestra e ora consigliere di Fratelli d’Italia, Giordano Molteni, coincide con una stilettata al sindaco Alessandro Rapinese sul teorico (e ovviamente inesistente) carro attrezzi anti-svizzeri. Con una interrogazione (che a dispetto di questa specifica forma dell’atto, sia il presidente del consiglio comunale Fulvio Anzaldo sia lo stesso primo cittadino hanno derubricato a “richiesta di accesso gli atti”, facendo rispondere solo gli uffici e senza dare la richiesta spiegazione politica), Molteni ha chiesto i dati delle rimozioni delle auto a Como dal primo gennaio al 21 luglio scorso
“Dai dati che ho chiesto a proposito del sequestro delle auto degli svizzeri anche in base alle targhe – ha premesso Molteni, con visibile disappunto per come è stata trattata l’interrogazione – non ho ottenuto alcuna risposta politica come avrei voluto, ma soltanto quella degli uffici e mi chiedo se sia normale. Io – ha ribadito il consigliere di FdI – vorrei avere una risposta politica perché questa è un’interrogazione e se avessi voluto fare un accesso agli atti avrei seguito un percorso diverso”. Come detto, non è ben chiaro per quale ragione il documento sia stato derubricato a richiesta di accesso gli atti.
Al di là di questo, poi Molteni ha snocciolato i numeri.
“Il sindaco aveva fatto delle promesse che mi pare vadano ridimensionate – ha aggiunto Molteni rispetto al famoso annuncio del carro attrezzi anti svizzeri – Dai dati ottenuti dal Comando della Polizia locale ho appreso che le rimozioni dall’inizio dell’anno sono state 458, dunque prima del caso dell’auto con targa ticinese rimossa. Prima di questa ne sono state portate via ben 457, dunque si tratta semplicemente di un’attivià ordinaria”.
Elezioni, Rapinese: “Carro attrezzi dedicato alle auto svizzere in sosta vietata”