Continuano a far discutere le nuove tariffe varate dalla giunta Rapinese per la piscina di Casate. Come noto, sono stati introdotti rincari e raddoppi: ad esempio, l’ingresso giornaliero costerà quasi due volte tanto in confronto al passato. Inoltre, le vasche resteranno chiuse al lunedì con aperture dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (ma vasca interna solo fino alle 14) e le tariffe prevedono 7 euro per la permanenza tra le 10 e le 14 e 13 euro se si rimane anche il pomeriggio (qui i dettagli).
Il sindaco di Como Alessandro Rapinese aveva motivato così i rincari, che a molti sono sembrati provvedimenti, per così dire, ‘anti maranza’: “La delibera di giunta recepiva il contenuto di una riunione anche molto tesa con i dipendenti di Csu che hanno messo paletti e condizioni molto chiari. A loro dire era necessario aumentare le tariffe per introdurre una selezione (su ingressi e utenti se ne deduce, ndr) e l’assunzione di una guardia non armata nei periodi estivi. Un suggerimento per differenziare l’utenza”.
Sulla questione nel suo complesso va all’attacco il consigliere di Svolta Civica, Vittorio Nessi: “Nell’estate più calda di sempre Rapinese raddoppia l’ingresso in una delle ultime piscine rimaste in città – afferma in una nota diffusa oggi – Non è tollerabile l’idea che a Casate si selezioni l’utenza sulla base della disponibilità economica”.
“Le nuove tariffe – aggiunge Nessi – colpiscono anziani e famiglie con bambini, proprio la fascia di popolazione che avrebbe maggiore bisogno di spazi ricreativi e rinfrescanti. Si tratta dell’ennesima assurdità: dopo le vane promesse di riaprire Muggiò in 3/6 mesi, in un momento di enorme difficoltà per chiunque, Rapinese si è inventato che fare un tuffo in piscina debba essere un lusso”.