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Politica

“Se dobbiamo uscire, usciamo”. La disciplina di Locatelli e lo stupore ‘sospetto’ di Pettignano

Per un assessore che dice di non sapere nulla. un altro sa tutto. Un partito, due volti. La crisi che attanaglia la giunta Landriscina – ne scriviamo da giorni – è arrivata alla clamorosa decisione di Forza Italia: ritiro degli assessori (tutte le cronache). Fra le molte bizzarrie di queste ore una emerge con vigore. I diretti interessati Francesco Pettignano e Amelia Locatelli offrono due racconti diversi.

Se il primo, poco fa, ha dichiarato su queste pagine: “Un attimo. Io che devo ritirarmi non lo so ufficialmente. Non ho avuto alcuna comunicazione, non una sola telefonata da quando stamattina ho letto sul vostro giornale della notizia”, la seconda  qualche ora prima (l’intervista era in attesa di pubblicazione) ha detto con chiarezza: “Faccio parte di un gruppo politico, mi attengo alle strategie del partito. Se il coordinamento provinciale dice che usciamo, noi usciamo“.

Nessun dubbio per Amelia Locatelli, insomma. Non solo disciplina di partito ma anche la certezza di una decisione presa, non un problema di forma-ufficialità. Curioso dunque che l’altro protagonista ostenti un evidente stupore, sempre che non si tratti – come è del tutto evidente – di tattica. D’altronde i rumors di queste settimane davano Pettignano in possibile transito verso Fratelli d’Italia.

Tornando alla responsabile (quasi ex) dei Servizi Scolastici vien da chiedersi se non abbia tirato un mezzo sospiro di sollievo. Solo qualche mese fa, in effetti, aveva dato chiari segnali di insofferenza e ventilato l’ipotesi di un addio, rientrata dopo un’ampia opera di persuasione messa in campo dal sindaco.

“In realtà mi dispiace, è vero sono stata un po’ in crisi – confessa Locatelli – ma sono cose del passato. Adesso ho in corso progetti importanti e mi spiace lasciare”.

Insomma, proprio adesso che si era convinta
La mia vita non dipende dall’incarico in giunta, il mio mestiere mi da grandi soddisfazioni (è medico, Ndr) però è davvero un peccato lasciare cose avviate. Andando avanti nel tempo si conoscono persone, si creano relazioni, si comprende la macchina amministrativa. Poi, in assessorato, ho un gruppo bello. Insomma dopo più di un anno ho capito come girano le cose, la politica è dura ma può dare soddisfazioni nonostante i grandi sacrifici

Certo arrivate da mesi di vita non facilissima in giunta
Che ci siano tensioni su alcuni temi è lì da vedere, ci sono schieramenti con un peso politico forte e lo fanno percepire. Bisogna guadagnare i propri spazi ma è una cosa normale nelle convinvenze. Non è una novità, una coalizione è composta da realtà differenti

Quindi approva la scelta del suo partito
Il documento è un ritratto duro ma voi per primi da tempo rilevate le difficoltà di coesistenza. E’ giusto resettarsi e ripartire

Ha parlato col sindaco?
Sì, è stata una chiacchierata serena non da sindaco e assessore, da vecchi amici. Ha preso atto del documento e agirà di conseguenza. Cosa deve fare? Ci siamo lasciati in ottimi modi e con attestazioni di stima reciproca. Una buona telefonata

Se lo lasci dire, è l’assessore che per ora ha portato a casa più risultati. Ha gestito faccende toste come le mense. Curioso se ne debba andare
La vita è così, che possiamo farci? E’ un gesto che magari può rientrare

In effetti siete stati “ritirati”. Non siete (ancora) dimissionari o dimissionati. Potrebbe tornare?
Molto dipenderà dalla gestione politica a certi livelli. Penso sia possibile, certo non sicuro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 Commenti

  1. Recita un ritornello del nostro cantautore lagheé:
    “…e disen pora Italia pora Italia…”
    O meglio, sempre rimanendo in ambito lariano, abbiamo a che fare con un fra Galdino qualunque oppure con il potente Don Rodrigo che ordina ?

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