La politica comasca prende l’abbrivio verso le elezioni comunali del 2027 facendo largo – o almeno meno stretto – ai giovani. Coincidenza ha voluto, infatti, che sia Fratelli d’Italia sia il Pd, a distanza di poche ore, abbiano realizzato due eventi in quell’ottica.
Peccato solo che dai resoconti diffusi in merito al seriosissimo doppio dibattito andato in scena da destra a sinistra, siano mancate forse le risposte (0 almeno le analisi-proposte) rispetto alle domande che potrebbe davvero interessare a un giovane: esattamente, a parte studiare il bilancio di Palazzo Cernezzi o celebrare la giovinezza e i nobili impegni sociali, voi partiti – e soprattutto voi giovani di partito – cosa direste di fare una sera d’estate a Como città, oltre a trangugiare Spritz in un bar del centro? Cosa pensate e cosa proporreste sul cosiddetto tema dei maranza? E sulle serate pericolose in certe zone del centro storico? Che di tipo di eventi/intrattenimenti servirebbe per svecchiare almeno un po’ la città turistica dei tavolini, dove persino i turisti di 18 anni quando girano per il centro assumono lo sguardo del pensionato? Sarà per la prossima volta, speriamo.
La serata dei Giovani Democratici

I Giovani Democratici si sono radunati all’Ostello Bello per un confronto coordinato da Alessandro Rossi che si è molto focalizzato sulle cifre dell’avanzo di bilancio del Comune di Como e sulle possibili priorità di investimento per la città. “L’iniziativa – spiega la nota – ha registrato una partecipazione superiore alle aspettative, confermando come esista una forte domanda di confronto, soprattutto tra i giovani, quando vengono offerte occasioni concrete per discutere delle scelte che incidono sulla vita quotidiana della comunità”.
Presenti anche Anna Tagliabue (Segretaria provinciale dei Giovani Democratici), Matteo Abatini (Assessore al Bilancio del Comune di Venegono Inferiore) e Camilla Grasso (esperta di organizzazione eventi).

“Eravamo consci del fatto che a Como c’è tanta energia. Si è trattato di raccoglierla e custodirla, per rappresentare al meglio le istanze di una generazione sistematicamente ignorata – ha proseguito Alessandro Rossi – Insomma, le energie ci sono, la voglia di una Como a misura di giovane anche, manca chi dovrebbe ascoltare e lavorare a in questa direzione”.

L’evento di Fratelli d’Italia
Come si diceva, anche FdI, allo Yacht Club, ha dedicato una serata al doppio tema “Cultura È gioventù” analizzando il rapporto tra cultura, giovani e identità (tema su cui il – peraltro non adolescente – coordinatore cittadino Alessandro Nardone ha criticato ” una narrazione che per troppo tempo ha associato i giovani a una sola parola: movida. Noi abbiamo un’altra idea. I giovani sono cultura, studio, sport, volontariato, associazionismo, creatività e partecipazione. Una città è giovane quando offre ai propri ragazzi un motivo per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro.»propri ragazzi un motivo per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro”).
Dopo la relazione di Marcella Fent, responsabile del Dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia, che ha delineato una proposta organica per il rilancio culturale di Como: dalla realizzazione di un calendario annuale degli eventi all’istituzione della Fondazione Villa Olmo, fino alla reintroduzione della Consulta dei Giovani e di quella della Cultura che riunisca periodicamente gli enti del terzo settore e le associazioni culturali per coordinare le idee come un vero e proprio comitato di eventi, ecco Jacopo Gasparini, presidente dell’associazione Novum Comum, formata proprio da giovani, che ha ribadito di chiedere “spazi o risorse economiche, ma ascolto, coinvolgimento e opportunità per far conoscere il lavoro delle tante associazioni che ogni giorno costruiscono comunità e tengono viva l’identità del nostro territorio”.
Infine, il presidente provinciale di FdI, Stefano Molinari, ha concluso dicendo “sento dire che i giovani sono il futuro ma i giovani sono il presente e devono essere protagonisti del nostro tempo. Le associazioni non devono essere interlocutori occasionali, ma partner permanenti delle istituzioni. Il compito della politica è ascoltare, coinvolgere e creare le condizioni perché le loro idee possano trasformarsi in opportunità concrete per la città”.
